Ven 4 Ago 2017 - 5961 visite
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Il sindaco Pd aumenta le tasse per chi ospita profughi

L'iniziative del sindaco di Codigoro per stoppare l'accoglienza: «Non siamo noi che li facciamo arrivare, ma i privati. Comune non spenderà un soldo per l'integrazione»

Codigoro. Aumento delle tasse per chi ospita i migranti, stretta dei controlli sul rispetto delle condizioni igienico-sanitarie e abitabilità delle strutture e segnalazione alla guardia di finanza affinché vengano compiuti controlli fiscali in merito alla gestione degli immobili.

No. Non è il piano ‘anti-migranti’ del sindaco della Lega Nord di Bondeno, Fabio Bergamini, ma il contenuto dell’avviso pubblico emanato dal sindaco Pd di Codigoro, Sabina Alice Zanardi, eletta nel marzo scorso nell’assemblea nazionale del Partito Democratico.

L’avviso pubblico, firmato dal sindaco, è datato 3 agosto e questo è ciò che dice:

Si comunica che a partire dal lunedì 7 agosto 2017 il Comune di Codigoro provvederà ad inviare presso le abitazioni dei privati cittadini elencate come ospitanti profughi, personale di: Ausl, Polizia Municipale, Ufficio Tecnico del Comune, per effettuare tutte le verifiche in materia di abitabiltà (compreso il rispetto delle normative igienico-sanitarie). In seconda sede verrà allertata anche la Guardia di Finanza per i controlli fiscali relativi alla gestione degli immobili della parte ospitante. Stiamo valutando anche la possibilità di diversificare le tassazioni per i soggetti ospitanti

Evidente l’intento di scoraggiare che privati cittadini diano la disponibilità per l’accoglienza dei migranti. D’altronde, contattata da Estense.com, il sindaco Zanardi non fa mistero del suo obiettivo, soprattutto quando spiega il significato di quel “diversificare la tassazione per i soggetti ospitanti”: «La tassazione è al rialzo – afferma in prima battuta -. È un avviso per fare chiarezza, perché tutti danno la colpa al sindaco ma il sindaco non ha messo a disposizione nessuna struttura. Sono strutture di cittadini privati di Codigoro. Io, come ho già annunciato in consiglio comunale ho detto che farò fare le verifiche. Sono stata dal prefetto è ho chiesto che non mandassero gli ultimi 40 e mi è stato detto che vista l’emergenza li mettono dove trovano posto. Ho detto che Codigoro ha rispettato la quota  del 2,5 per mille abitanti prevista per legge. Iniziamo ad essere al 10 per mille, se tutti i cittadini di Codigoro si mettono a disposizione le case cosa fanno? Li mandano tutti qui?».

E allora, per evitare che li mandano tutti a Codigoro, arriva la tagliola: «Siccome è il privato non posso dire di non farlo, gli unici strumenti che ho è fare i controlli che sono in mio potere». L’obiettivo, nel caso non fosse ancora chiaro, è «contenere il numero, non può essere che li mandino tutti qui. Se sforo il patto di stabilità mi danno delle sanzioni, che vadano anche negli altri comuni».

Quella della tassazione non è una misura già approvata, e così il significato di “avviso pubblico” è doppio: quello di dare un’informazione alla cittadinanza e quello di mettere in guardia chi ha smanie di accoglienza: «La tassazione è un’ipotesi che sto valutando, chiaramente non al ribasso, non avrebbe senso, se no li incentivo – dice Zanardi (ridendo) -. Sto valutando se la cosa è fattibile, se è nella mia facoltà la farò».

Per essere ancora più chiari, il sindaco ci tiene a far passare il messaggio che l’Amministrazione di Codigoro non va troppo a braccetto con l’ipotesi di ulteriori accoglienze, né con quella di dover fare qualcosa, investendo risorse e strutture per quelle già in atto: «Non c’è nessuna struttura comunale – specifica, riferendosi a quelle di accoglienza -. Non siamo noi che li facciamo arrivare, ma sono i privati che mettono a disposizione le loro case. I comuni dove non vanno è perché i cittadini non mettono a disposizione le case. Il Comune non mette soldi per i profughi, sto cercando il modo perché ci siano progetti di integrazione per quelli che ci sono», ma, specifica ancora, «il Comune si tira fuori dallo spendere risorse. I servizi sociali sono per i cittadini che ne hanno bisogno. Se si fanno progetti di integrazione, il Comune non spenderà neanche un soldo, sia ben chiaro».

Chiaro.

(Giuseppe Malatesta ha raccolto le dichiarazioni del sindaco Zanardi utilizzate in questo articolo)

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