sab 10 Giu 2017 - 240 visite
Stampa

Elezioni, Carli Ballola: “Non sarò un sindaco sordo”

Rush finale per la civica. Sinistra Italiana: “Il Pd ha fallito”

di Giuseppe Malatesta

Comacchio. Il dado è tratto: a poche ore dall’apertura dei seggi per il primo turno delle elezioni che consegneranno alla cittadina rivaresca un nuovo primo cittadino, è il momento del rush finale anche per la candidata civica Sandra Carli Ballola, che chiude da piazza Folegatti, parlando ai comacchiesi più sensibili alla sua visione di ‘città futura’ e a quelli ancora da convincere.

“Ripartiamo dalla piazza da cui tutto è iniziato, con un comitato civico che ha cercato un dialogo costruttivo con l’attuale amministrazione, senza però trovarlo”. Un’esperienza che in un certo senso insegna: “Non vorrei mai essere un sindaco sordo, che risponde solo dietro ad una tastiera aizzando i cittadini”.

L’occasione è ovviamente utile per passare in rassegna il programma elettorale de La città Futura, sostenuto da Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana. Dalla rigenerazione delle valli ad una visione sostenibile del turismo, dall’attenzione ai giovani al welfare senza tagli, passando per la gestione oculata delle risorse a disposizione. Via “l’effimero”, largo ad una cultura di diverso respiro e ad un piano urbanistico rispettoso della matrice naturale di città e laguna.

“Il nostro progetto ci viene suggerito in modo istintivo dalla natura stessa di Comacchio, dalla storia delle sue mura e dalle increspature delle sue acque. Lo sviluppo – dice Carli Ballola – deve modellarsi su quello che già abbiamo, non è necessario stravolgere o peggio ancora svendere le nostre bellezze”.

Tra i giovani candidati consiglieri, Juri Ivan Zannini, Fiorella Shane Arveda e Luca Buzzi ad arricchire l’ultimo appuntamento prima del voto. “Molti di noi sono imbrigliati in un meccanismo letale fatto di lavoro precario estivo e vite da pendolare: non è facile reggere il peso di una realtà che non offre altro che impieghi turistici stagionali. È una condizione comune a cui non abbiamo voglia di arrenderci” dice Zannini.

“Desideriamo qualcosa di ambizioso per Comacchio – aggiunge Arveda -, spazi gratuiti di condivisione che uniscano tutte le generazioni e portino le persone a dialogare. Vorremmo vedere archiviate le facce giovani della vecchia politica: non ci riconosciamo in loro né nei loro progetti senza contenuti. A chi ci fa notare che sorridiamo poco – conclude – suggerisco di diffidare invece dai falsi sorrisi, metodo cattura-consensi a cui purtroppo siamo sensibili”.

Luca Buzzi, giovane disabile candidato nelle fila di Rifondazione, sostiene con forza il suo desiderio di città accessibile, “dai trasporti alle spiagge. Esisto e do fastidio, parlando anche per chi è nella mia stessa condizione ma si chiude in se stesso”.

Squisitamente politica la dissertazione di Giovanni Manfrini (Sinistra Italiana), che si scaglia contro i dem lagunari e ricorda i tempi non lontani di un mancato accordo sul nome del candidato. “Prima ancora che comparisse Carli Ballola, i nostri incontri hanno da subito evidenziato una distanza di intenti incolmabile. Stanchi di divisioni e scissioni – ripercorre – abbiamo chiesto unità per raggiunge l’unico obbiettivo importante: mandare a casa l’attuale sindaco e frenare il controllo che Comacchio subisce dagli enti provinciali. Abbiamo chiesto al Pd se fosse disposto a mettersi contro il coordinamento ferrarese, ma la risposta è nota. Dopo 5 anni di fallimento totale, con consiglieri Pd che in opposizione hanno prodotto zero, hanno perseverato con la mancanza di coraggio”.

“Far parte dell’armata Brancaleone” è l’ultima cosa che la sinistra comacchiese desiderava. “Di chi doveva essere la leadership? Di consiglieri assenteisti? Forse di una segretaria locale (Francesca Felletti, ndr) che porta a casa il primato del 50% delle presenze in Consiglio?” Manfrini chiude con il San Camillo (“con cui abbiamo dimostrato di avere un legame sentimentale forte” aveva detto Carli Ballola): “Se oggi abbiamo ottenuto qualcosa non lo si deve certo a noi partiti. Forse in finale abbiamo dato un sostegno, ma il merito è tutto della Consulta”.

Stampa
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Leggi qui la Cookie e la Privacy Policy.

Chiudi