ven 21 Apr 2017 - 1050 visite
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Acido Acida, torna a Ferrara il festival della birra acida

Saranno 33 le vie di somministrazione dedicate alle birre d’oltremanica. Fra i marchi presenti, birrifici inglesi della top 100 al mondo

di Cecilia Gallotta

Non chiamatelo ‘festa della birra’, perché Acido Acida, a Ferrara dal 23 al 25 aprile presso il Chiostro di San Paolo, è una vera e propria degustazione. “Un concetto che siamo soliti associare al vino”, fa notare Davide Franchini, titolare del Molo, che “grazie alla sinergia di tante associazioni e il supporto di Ascom” è riuscito a portare il festival di stampo britannico nella città estense per la quarta volta.

Saranno 33 le vie di somministrazione dedicate alle birre d’oltremanica (provenienti da Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda) che, fra i marchi presenti, conteranno sette degli otto birrifici inglesi della top 100  al mondo – Cloudwater, Brew By Numbers, Beavertown, Kernel, Siren, Thornbridge e Magic Rock. Oltre alla nuova location del Chiostro di corso Porta Reno, “spesso non valorizzato”, il festival allarga sempre più le sue radici, perché “il primo anno è stata una giornata sola” racconta Franchini.

Numerosi poi gli appuntamenti, a partire dal concerto di Amerigo Verardi (lunedì sera alle 21) che precederà una domenica ‘di formazione’, in cui alle 16 Mauro Gobbo esporrà il suo “approccio all’acido dei birrifici contemporanei inglesi”. Due dei birrifici (Anspach & Hobday Brewery London) “protagonisti delle new-age brassicola londinese”, incontreranno il pubblico estense alle 18, poco prima che il “genio chimico” Nicola Coppe, inventore della miglior birra acida dell’anno, illustri, alle 20, la sua ‘Boutique de la Bot’ e il progetto ‘Asso di Coppe’ del birrificio Bionoc’.

L’intero evento, attivo tutti e tre i giorni dalle 12 alle 2 di notte, è gratuito, compresi gli accessi ai singoli appuntamenti; per la degustazione, con 5 euro si ha diritto alle guida e al proprio “bicchiere personale” da 0,15, misura mirata alla degustazione di più prodotti d’eccellenza possibili. Un’iniziativa commerciale, insomma, “ma anche culturale a tutti gli effetti – sottolinea il vicesindaco Maisto – perché propone un approccio approfondito ad un tema interessante come quello della birra acida, ma anche perché è il modo per far sì che la nostra città sia viva tutto l’anno”.

Un’idea partita “dalla creatività di un imprenditore”, e il cui entusiasmo contagioso l’ha portato, sebbene dopo 8 mesi di preparazione in giro per l’Europa, come racconta Franchini, ad essere “l’evento più importante d’Europa che riguarda la Gran Bretagna”.

Gli incontri del festival

Dove come e quando

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