mar 6 Dic 2016 - 46 visite
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Sensibile, quando la fotografia è donna

Riparture incontra Denise Ania e Maria Chiara Bonora

mariachiarabonoraC’è un nuovo festival di fotografia in Italia: a Ferrara dal 17 al 19 marzo si terrà la prima edizione di Riaperture Photofestival Ferrara, la rassegna fotografica che con la forza delle immagini riapre spazi chiusi della città. In vista dell’appuntamento dell’anno prossimo, Riaperture organizza una serata per parlare di fotografia con uno sguardo sensibile e femminile.

Sensibile, così si chiama infatti l’incontro in programma mercoledì 7 dicembre, alle 21, presso Ilturco a Ferrara. Due donne, due sensibilità, due approcci diversi alla foto-grafia: due fotografe. Riaperture ha chiesto a Denise Ania e Maria Chiara Bonora, autrici che orbitano attorno a Ferrara, di raccontarci il loro rapporto con la fotografia. Due mondi femminili che partono da percorsi differenti, utilizzano linguaggi opposti per cercare quella risposta che sembra sempre sfuggire: noi stessi.

In attesa del festival nel marzo 2017, l’associazione culturale Riaperture cerca di portare avanti il suo modo di interagire con le immagini: provocando contaminazioni tra autori e pubblico, e prendendo spunto da linguaggi diversi. Forse parlare di fotografia è po’ come «ballare di architettura», forse invece è un’esperienza che avvicina i fotografi alle persone, traduce, decodifica e spiega come nasce un processo creativo. Spesso, soprattutto, si tende a dimenticare che i fotografi sono a loro volta, prima di tutto, persone, e questo influenza anche i loro scatti.

Denise Ania fotografa in analogico e gli eventi della vita l’hanno portata a lavorare profondamente su sé stessa: parte dai luoghi circostanti per fotografare in modo ponde-rato, anche e soprattutto per i limiti tecnici dell’analogico. Niente scatti ossessivi, ma un continuo confronto con l’idea e con la realtà che osserva e la osserva, prima di elaborare (anche concretamente) l’immagine.

Maria Chiara Bonora invece fotografa in digitale. Ha elaborato un progetto fotografico sul sogno, materia tanto intangibile quanto infinita, e per non perdersi per strada si ag-grappa pervicacemente al suo taccuino. Tutte le fasi del suo lavoro sono prima filtrate dalla carta, dagli appunti, schemi, annotazioni: la penna arriva prima dell’obiettivo, un sogno nient’affatto rarefatto ma anzi denso di riflessione. Ogni scatto di Maria Chiara è soltanto il risultato di schizzi, un’architettura dell’inconscio disegnata meticolosamente.

Denise e Maria Chiara racconteranno, mercoledì 7 dicembre, la costruzione del loro processo creativo, come stanno portando avanti i loro due progetti. Non sarà una lezione, ma un dialogo, una testimonianza, una confessione. Che cosa unisce Denise e Maria Chiara? Due fotografe, due donne, due persone sensibili, soprattutto.

Denise Ania è nata a Bari nel 1989. Le sue origini sono però siciliane, e subito dopo l’adolescenza rivendicano tutta la loro in-trascurabile importanza. È quindi metà messinese e metà levanzara (da Levanzo, la più piccola delle Isole Egadi). Non volendo per niente risolvere la confusione riguardo ai luoghi della sua esistenza, all’età di vent’anni parte per Ferrara, dove si laurea in Lettere e Filosofia, indirizzo arte e spettacolo. Nel 2014 accede al Biennio di Fotografia dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna, che un anno dopo le permette di partire per un soggiorno di studio della durata di sette mesi alla Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi di Istanbul. L’esperienza nella metropoli mediorientale si rivela illuminante. Da qui ha inizio il suo percorso di ricerca, accompagnato dalla forte esigenza di voler ricollocare la fotografia all’interno della propria vita. Il proposito futuro è quello di non volerne fare una professione. Nell’agosto 2016 approda al museo Tate Modern di Londra, come pasticcera. Ha un piccolo passato da teatrante, cucina sempre volentieri e di tanto in tanto azzarda viaggi solitari.

Maria Chiara Bonora è nata a Ferrara nel 1980. Laureata in Architettura, dal 2005 esercita la professione presso uno studio di progettazione e dal 2014 collabora anche come fotografa con alcune realtà del territorio dove abita. Dal 2007 espone alcuni dei suoi progetti fotografici a Ferrara, Modena, Varese e Milano in mostre sia collettive che personali. Ha frequentato workshop con i fotografi Gabriele Basilico, Silvia Camporesi e Giacomo Brini. Dal 2015 è cofondatrice dell’associazione culturale Riaperture.

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