Ven 3 Giu 2016 - 259 visite
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Dolcetti: “Più attenzione agli artigiani e rispettare il piano di investimenti”

Il candidato per il Movimento 5 Stelle: "Quello che ci preoccupa sempre sono i giochetti di palazzo"

9ff0bed7-7887-44fa-b0a5-44a16c5af450di Giuseppe Malatesta

La visione emergente di area vasta potrebbe diventare qualcosa di imprescindibile nei prossimi anni. Dovendo fare i conti con ‘vicini di casa’ forti ognuno nel suo ambito, quale anima di Codigoro rafforzerebbe e farebbe primeggiare all’interno di un ampio territorio del basso ferrarese, ovviamente ponendo le basi nel corso del prossimi anni?

Istruzione e formazione sicuramente, perché abbiamo tutte le scuole di ordine e grado. Artigianale per la zona produttiva. Industriale anche. Puntiamo a migliorare molto il turismo e il terziario con aiuto al commercio e al settore residenziale tramite una riduzione notevole delle aliquote Imu. Le problematiche maggiori riguardano l’occupazione e le piccole imprese artigiane. Codigoro ha la necessità di avere un assessorato forte in grado di dare risposte e non solamente fare promesse.

Opere pubbliche, il programma triennale 2016-2018, approntato dall’amministrazione uscente prevede investimenti per 8,6 milioni ripartiti su 23 diversi interventi differenziati in base ad una scala di priorità da 1 a 3. Quali progetti manterrebbe in programma e di quali farebbe a meno? Giudica fattibile la possibilità di reperire capitali privati utili alla realizzazione degli stessi?

Facendo riferimento ai 24 interventi previsti nel piano triennale lavori pubblici per un totale di 9.611.000€ direi che le priorità andrebbero tutte verso la messa in sicurezza e la manutenzione delle nostre scuole. Cosa che viene prevista nel primo anno (nel documento citato) solo per alcune strutture, mentre per altre verrà fatta (forse) il secondo o chissà quando. Sicuramente rivedremo l’intero progetto della cittadella dello sport perché non crediamo si possano sperperare così tanti quattrini in un momento di crisi per un’opera pubblica sola. Inoltre lasciatemi fare un battuta sulla pista ciclabile di pontelangorino: è ormai un progetto fisso da anni nel piano triennale lavori ma ancora non è stata realizzata. Noi vogliamo invece darci delle scadenze e rispettarle e per gli investimenti più importanti consultarci con i cittadini tramite forme di bilancio partecipato.

In ambito culturale/turistico, nessuno dei vostri programmi elettorali menziona l’evento fieristico di Santa Croce, giunto lo scorso anno alla 344esima edizione e definito in più di un’occasione dall’amministrazione uscente “un appuntamento strategico per la sua importanza storica e per la concreta opportunità che esso rappresenta per le attività produttive locali”. Quali prospettive, che siano di crescita, di mantenimento o di ridimensionamento, immagina per l’evento e per le sagre gastronomiche del territorio (Pomodoro, Patata e Zucca)?

Questi importanti eventi vanno programmati con largo anticipo per ottenere risultati soddisfacenti. I comitati organizzatori vanno coinvolti con mesi di anticipo sulla data prevista non come, per citare solo l’ultimo in ordine cronologico, ‘Pomposia Imperialis Abbatia’ improvvisati nell’ultimo mese. Queste sono occasioni perse. Dovrebbero essere invece una vetrina per mostrare il meglio del nostro territorio. Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio che può offrire molto perché non mostrare all’Italia intera e perché no a tutta l’Europa le nostre peculiarità.

Il lavoro e le politiche occupazionali sono in cima ai programmi anche dei suoi avversari e questione molto sentita dalla cittadinanza. Aldilà dell’aspetto quantitativo, da lei o da un suo avversario esplicitati, quale contributo conta di dare all’occupazione di qualità e di prospettiva, in un territorio che vede tanti occupati precari o stagionali?

Ritengo sia importante ricostruire un tessuto lavorativo fatto da piccole imprese artigiane. Dall’analisi condotta dal CNA è emersa la drammatica situazione della piccola e media impresa locale. Dobbiamo intercettare ogni singola possibilità ci si presenti ed è ciò che faremo. In questi anni sono state molte, troppe, le occasioni perse e tante le promesse. Le grandi industrie servono è vero ma non dimentichiamo l’importanza delle piccole attività.

Quali interventi ritiene debbano essere spesi nell’ambito della sicurezza dei suoi cittadini?

Sicurezza pubblica. Un cittadino attivo lo è per ogni cosa, compresa la vigilanza sul territorio per prevenire furti e crimini. Crediamo che le forze dell’ordine debbano essere sostenute a pieno con nuove risorse e che debbano coordinarsi con i cittadini per creare una rete di sorveglianza capillare.

Capitolo scuola e università, si impegnerebbe per riavere a Codigoro i corsi di studio sulle professioni sanitarie dell’Università di Ferrara oppure punterebbe a potenziare altri comparti come l’istruzione superiore e la formazione professionale?

Crediamo molto nella formazione di qualità e riteniamo sia giusto in questo clima di forte precarietà lavorativa poter attivare percorsi formativi in grado di offrire nuove possibilità lavorative. Allo stesso modo punteremo su percorsi universitari, qui a Codigoro. E’ già stato fatto in altre realtà simili alla nostra con ottimi risultati. Non capiamo perché qui non si debba fare.

Quale delega terrebbe per sé in giunta?

Già detto turismo prima di tutto e assieme alla nuova giunta decideremo un sistema trasparente per coinvolgere direttamente anche i consiglieri di maggioranza che finora hanno fatto solo gli alza mano per dire sì. Con noi saranno dei vice-assessori.

Quanto la preoccupa il dato sull’astensionismo alle urne? In percentuale qual è la sua previsione? E sulla lista vincente?

Quello che ci preoccupa sempre sono i giochetti di palazzo. La totale assenza di dialogo tra l’amministrazione uscente e la cittadinanza hanno sicuramente fatto disinnamorare molti elettori. Noi prevediamo di vincere e sulla percentuale in un comune sotto i 15000 senza ballottaggio poco importa, l’importante è ogni singolo voto che i codigoresi vorranno dare a chi veramente vuol cambiare lo status quo.

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