Sab 24 Ott 2015 - 359 visite
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Spath: “La difesa è sempre legittima”

La vicenda di Francesco, pensionato di Vaprio d’Adda, che per difendersi ha ucciso un ladro di origine albanese (già espulso e che non doveva trovarsi in Italia), fa scaturire alcune riflessioni circa lo stato dell’arte del rapporto fra cittadini e sicurezza.

Fa riflettere soprattutto il fatto che il signor Francesco sia ora accusato di eccesso di legittima difesa e omicidio volontario. Questo caso mette a nudo alcune fragilità, o per meglio dire mancanze, di leggi appropriate o idonee a far fronte ad un momento storico, come quello che in Italia viviamo, in cui il cittadino è sostanzialmente lasciato a se stesso, specie in fatto di difesa. La legge sulla legittima difesa esiste, giustamente, ma il rapporto fra proporzione dell’offesa e della difesa è il punto nodale che lascia quantomeno perplessi.

Se seduti su una sedia e a freddo è possibile agire con lucidità, appare molto più difficile farlo quando una persona si trova aggredita in casa, in negozio, per strada e non sa le intenzioni di chi si trova di fronte. Come è possibile, in situazione di stress elevato, di scarsa lucidità in cui magari si teme per la propria incolumità o per quella delle persone care, agire con freddezza. Una persona comune, come può essere un gioielliere, un benzinaio (come ci ricorda la vicenda del benzinaio Stacchio e del Gioelliere Zancan), un pensionato non è avvezzo a sparare a qualcuno, ma è costretto a farlo da condizioni estreme, come estremo gesto per salvarsi la vita.
Oltre alla lacuna in materia di legittima difesa, appare evidente un altro fatto: la facilità con la quale chi è sottoposto ad espulsione dal nostro Paese, riesce ad eludere questo provvedimento, semplicemente fregandosene e rimanendo impunito fino al prossimo reato, se gli inquirenti sono in grado di provarlo. Per il ladro entrato in casa del signor Francesco, dispiace umanamente in quanto è un persona che è stata uccisa, ma non c’è nessuna pena da provare nei suoi confronti, se le cose fossero andate secondo logica: 1. Non avrebbe dovuto trovarsi in Italia; 2. Se non avesse tentato di rapinare il pensionato di Vaprio d’Adda, non sarebbe incorso nella causa incidentale del proprio decesso.
Provo molto disgusto per quei politici che si sono preoccupati subito di levare la propria voce, in un cordoglio ipocrita, per un delinquente e non hanno degnato di una parola di conforto la vera vittima, il pensionato Francesco. Noi siamo dalla sua parte, dalla parte di chi si difende, perché crediamo che l’incolumità delle persone e la proprietà privata siano beni sacri e che nessuno abbia la disponibilità di poterli mettere in pericolo. Siamo dalla parte di chi si difende, perché crediamo che esistano delle leggi e chi non le rispetta, chi entra in casa altrui quando non dovrebbe entrarci, chi invece di stare a casa propria mette in pericolo l’incolumità altrui, se ne assume le responsabilità. Pallottole comprese.

Siamo invece di fronte a un mondo che sembra girare decisamente al contrario, e in cui la vittima viene accusata alla stregua di un criminale. Ci troviamo davanti a dei Pubblici Ministeri che rilasciano dopo poche ore criminali presi in flagrante, vanificando le azioni delle Forze di Polizia. Ci troviamo davanti ad un governo che continua a tagliare le risorse per la Pubblica Sicurezza e allo stesso tempo depenalizza reati gravi come la rapina e il furto in appartamento.
Non è questa l’Italia che vogliamo. Non è questa la giustizia che desideriamo.

A livello locale, come a livello nazionale non è più possibile continuare ad eludere il problema sicurezza, la domanda principale che i cittadini rivolgono allo Stato. Altrimenti casi come quelli del pensionato di Vaprio d’Adda, o come il tabaccaio di Ostia, o come il benzinaio di Vicenza sono destinati a ripetersi. Fino ad arrivare alle conseguenze più tragiche, come il caso Tartari a Ferrara, massacrato nel peggiore dei modi. Tra le nostre case.
Due sono le opzioni in campo: o si potenzia veramente chi è preposto a svolgere compiti di pubblica sicurezza e ordine pubblico, o si lavora perché il cittadino possa provvedere da se all’autodifesa.
Il problema è non trasformare l’Italia in Far West, non far diventare il nostro paese come gli Stati Uniti. Ma allo stesso tempo non è possibile da parte dello Stato compensare le proprie lacune scaricando le colpe sui cittadini che tentano di difendersi. Accusare di omicidio volontario chi tenta di difendersi è un grave errore: per Fratelli d’Italia la difesa è sempre legittima! Noi siamo dalla parte di chi si difende!

Paolo Spath

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