dom 15 Mar 2015 - 959 visite
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Il Pdci “scompare” per aderire a Sel

In assemblea 23 su 24 i voti favorevoli. Si conclude l'esperienza politica iniziata nel 1998

Italo Cariani

Italo Cariani

Con 23 voti favorevoli su 24 il Comitato federale del Pdci ferrarese ha deciso giovedì scorso di aderire a Sel. Le iscrizioni al circolo Don Chisciotte, una ventina, sono da oggi ufficiali.

Si ritiene quindi conclusa un’esperienza politica cominciata nel 1998, quando dalla scissione di Rifondazione Comunista nacque il Pdci per sostenere il governo Prodi.

“Il mancato raggiungimento del quorum durante le elezioni amministrative – spiega Italo Cariani, segretario Pdci Ferrara – ha portato gran parte del Pdci ferrarese a una riflessione dalla quale emerge la volontà di avvicinarsi al Pd, la formazione di governo, per rinnovare la propria incisività politica a favore della comunità e degli iscritti al partito. Essere presenti in Giunta comunale con un assessore, averne uno in Regione e diversi consiglieri in entrambe le istituzioni significa poter partecipare attivamente alla vita politica e prendere parte alle decisioni di governo. I numeri non ci hanno premiato è un fatto di cui non si può non tenere conto. Chi ha scelto di confluire nell’Altra Emilia rischia di restare invisibile, di perseguire un’ideologia ingessata e incapace di produrre cambiamenti positivi”.

“Niki Vendola – prosegue Cariani – ha raggiunto dei risultati giocando su due parole molto importanti nel nostro Paese, cattolico e anticomunista, dobbiamo tenerlo a mente, perché rispecchia lo spirito dell’Italia. Da quando Matteo Renzi è al governo, in mezzo a mille contraddizioni,  soprattutto politiche, dà la sensazione di fare tutto il possibile per il proseguimento delle riforme promesse, per l’economia del Paese e del suo futuro benessere. Mancare questo appuntamento sarebbe come gettare alle ortiche l’impegno fino a qui profuso”.

Nel corso dell’assemblea è stato ricordato come la Cina comunista, pur avendo conseguito dal punto di vista economico dei risultati importantissimi, continui ad avere carenze democratiche molto forti, difficili da superare, l’ex Unione Sovietica prima della caduta del muro era stata schiacciata da una crisi economica fortissima ed ora sta cercando di venirne fuori; a queste due realtà impongono l’esigenza di cambiare passo e pensare a un modello socio-economico diverso e sostenibile da ogni punto di vista. Dagli interventi dell’assemblea è inoltre emersa la volontà di costituire al più presto un circolo Sel a Copparo e di lavorare a tavoli tematici quali la cultura e l’agricoltura, “settori di fondamentale importanza per la crescita della città e della sua provincia”.

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