lun 7 Lug 2014 - 1244 visite
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Superbowl, al Mazza è spettacolo puro

I Panthers cedono lo scettro dopo quattro anni ai Seamen

di Eleonora Manfredini

Il primo scudetto non si scorda mai. Facile quindi che la serata di ieri i Seamen Milano se la terranno bella stretta nella memoria. Nella trentaquattresima edizione della finale del Super Bowl, tenutasi a Ferrara, trionfano i marinai della “Madunina”, strappando lo scettro ai Panthers Parma. Quattro scudetti consecutivi degli emiliani e ieri il passaggio dello scettro. Quattro ore di emozioni in un Paolo Mazza gremito. Oltre quattromila le presenze per un super… Super Bowl.

Manifestazione perfettamente organizzata, grazie allo staff capitanato da Raffaello Pellegrini e Raffaele Maragno, stadio gremito, curva est tramutata in corner del food e del merchandising.

600 tifosi arrivati da Milano per supportare i Seamen, impegnati nella non facile impresa di ribaltare l’impero delle pantere… e dopo le 22, sul calar della sera, alla faccia di tutti i pronostici, i lombardi hanno alzato la coppa e fatto doccia di spumante al centro del Mazza, attorniati da fotografi e cameramen, con i cori gioiosi dei supporters in sottofondo.

Un evento emozionante dal primo all’ultimo minuto, partito con le premiazioni dei team estensi campioni d’Italia: l’under 13 e le Fenici, che sabato si sono conquistate il Rose Bowl. A seguire spettacolo dal cielo: i palloni di gara e le flags scendono tra le mani di cinque paracadutisti della scuola di paracadutismo di Ferrara, che planano sull’erba del Mazza. Gli sbandieratori e le cheerleaders colorano il campo di gioco prima degli inni nazionali. Fratelli d’Italia cantato da Miriam Battistelli e via al Super Bowl.

Subito 7-0 per Milano e le pantere sembrano schiaffeggiate. Incredibile parziale dopo il primo quarto di gioco: i Seamen avanti per 14-0. Parma ci prova, ma alla fine del primo tempo lo score è 21-3 per i lombardi. Da 3 non si spostano i Panthers mentre i milanesi confezionano touch down e conquistano gli spazi della prateria del Mazza senza troppe difficoltà. Il finale è 33-3 per i Seamen: chi l’avrebbe mai detto! I festeggiamenti a calar della sera sono da brividi. Per Milano è la prima volta, contro i titani di Parma poi vale doppio, triplo, quadruplo… quattro volte campioni i Phanters negli ultimi quattro anni, ma è finita la dinastia e ora lo scettro va sotto la “Madunina”.

“Non ci si aspettava certo che Milano ribaltasse in questo modo i pronostici della vigilia – commenta Alfredo Ferrandino, presidente delle Aquile -. Non ci si aspettava certo che Milano ribaltasse in questo modo i pronostici della vigilia. Parma ha giocato con un solo americano, mentre i Seamen hanno giocato con due. Vista però la piega presa dalla gara, anche se i Panthers avessero giocato con due americani, probabilmente non sarebbe cambiato il risultato finale, forse sarebbe cambiato il punteggio”.

“E’ davvero uno spettacolo – interviene Simone Merli, assessore allo Sport – vedere uno stadio così gremito. Eventi come questo fanno bene allo sport, per la città è importante ospitare una manifestazione di questo spessore. Speriamo nel 2016 di poterlo ospitare nuovamente, dopo l’edizione milanese del 2015”.

Ferrara ha già fatto il bis quest’anno di Super Bowl: più unico che raro ospitare due anni consecutivi la finale di football americano. Anche Giulio Felloni, presidente Ascom, è entusiasta di questo traguardo: “Se faccio un passo indietro con la memoria a trentaquattro anni fa, al 1980 – (quando si fondò la società delle Aquile ndr) – tutto questo sarebbe stato impensabile. Portare la finale del Super Bowl due volte a Ferrara e con una così grande risposta di pubblico, sia al Paolo Mazza, sia intorno all’evento”.

Per tutto il fine settimana infatti, grazie alla collaborazione dell’Ascom, la zona di piazza XXIV Maggio si è tramutata in “Ferrara Street Food”. Più di 30 stand che hanno proposto da mattina a sera le proprie specialità, dalla paella alla birra belga, dalla carne argentina ai wurstel e crauti.

Titoli di coda al Paolo Mazza con le premiazioni e i festeggiamenti sul manto erboso. Lentamente lo stadio si svuota, chi si riversa all’Acquedotto e chi torna a casa. Gli atleti e i tifosi ripartono e salutano Ferrara e il 34° Super Bowl.

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