Sab 17 Mag 2014 - 640 visite
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Meloni in CamCom con un tricolore di 10 metri

Su Renzi: "È un ragazzo che ha visto troppi film americani" e attacca l'euro e la sinistra sugli immigrati

Giorgia MeloniÈ arrivata in Largo Castello guidando una Fiat 1100 Giorgia Meloni, che prima di entrare in Camera di Commercio ha srotolato da una finestra della fortezza un tricolore di dieci metri, davanti alla quale ha registrato un con lo smartphone un breve video postato sulla sua pagina Facebook.

Sopra, nella sala della Camera, ad aspettarla c’erano almeno 140 persone, che le sono grate “per aver fatto ardere di nuovo la fiamma sulla scheda elettorale, non certo nei nostri cuori dove non si era mai spenta” ha detto il candidato alle europee Alberto Balboni, seduto al tavolo dei relatori a fianco di Meloni, Mauro Malaguti e del candidato sindaco Vittorio Anselmi.

“Sono i cittadini che hanno il potere, sono gli Italiani a decidere, non i sondaggi o Bruno Vespa” ha esordito lei, ricordando che “non esistono battaglie perse in partenza”: domenica 25 Fratelli d’Italia si gioca il tutto e per tutto, visto che se non arriverà al 4% non riuscirà a mettere piede nel Parlamento Europeo.

Ma una volta là, cosa farebbero i suoi deputati? “C’è bisogno di una classe politica che difenda gli interessi nazionali – ha continuato in Camera di Commercio –: in questi anni in Europa siamo andati a prendere ordini, chiedere scusa e dire che faremo i compiti a casa”. Con risultati nulli, visto che dopo la “sostituzione di un governo poco incline – quello Berlusconi, ndr – con altri più compiacenti i nostri fondamentali sono peggiorati, e abbiamo firmato trattati per cui dal prossimo anno dovremo partire con macellerie sociali fino a 75 miliardi l’anno, quando è difficile trovarne sei”.

Allora sono “cretini”, questi euro burocrati? “Forse no – continua la leader di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale –, visto che a qualcuno può far comodo mettere in ginocchio la seconda potenza manifatturiera europea, per poi venire a comprare i nostri asset”. È normale che gli altri governanti europei facciano l’interesse del proprio paese, “ma è scioccante che siamo noi a remare contro noi stessi: io non considero normale che Monti, Letta e Renzi, un ragazzo che ha visto troppi film americani, facciano gli interessi tedeschi. Si è mai visto un Presidente del Consiglio che deve farsi bollinare le riforme? Il 17 marzo doveva restare in Italia a festeggiare la nostra unità, non andare dalla Merkel a fare un inchino come neanche Schettino al Giglio”.

Oltre ai temi economici, l’altro grande cavallo di battaglia europeo è l’immigrazione: “mi ha stufato la demagogia da salotto che finge sia solidarietà far entrare tutti e poi nella migliore ipotesi trovarli ai semafori a pulire le macchine. La soluzione della sinistra non può essere una selezione naturale per cui chi ce la fa a superare il viaggio della morte può tentare la fortuna in Italia”. Le proposte sono allora la distribuzione su tutti i 28 paesi dell’Unione degli immigrati che richiedono asilo, e anche l’accollamento dei costi alla stessa Ue, visto che costano 900 euro al mese, il doppio di una pensione minima”.

Sull’euro, Fratelli d’Italia invita a domandarsi se questa moneta unica ci conviene o no. Siccome la risposta è negativa, la soluzione è uno “scioglimento concordato e controllato” dell’unione monetaria”.

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