lun 5 Mag 2014 - 512 visite
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Ferrara Concreta, le firme per il turismo sono demagogia

Il portavoce Serra: “La città ha poco appeal, ma servono altri strumenti”

admin«L’idea della raccolta firme per rilanciare il turismo è demagogica e inutile». E’ quanto afferma Roberto Serra, portavoce di Ferrara Concreta, che alle amministrative sostiene Tagliani, rispondendo a distanza a Vittorio Anselmi, candidato di Forza Italia. Gli azzurri hanno lanciato una petizione per far valere in regione il ruolo di Ferrara come città d’arte e di mostre e ottenere una perequazione dei finanziamenti, al momento a favore della Romagna.

Serra ammette che, nonostante il patrimonio artistico e culturale immenso, Ferrara vanta “poco appeal” ma sostiene che «non sarà una petizione a risolvere il problema e farlo credere è ingannevole. L’anima della città deve essere un sentimento che appartiene a tutti, non una responsabilità esclusivamente affidata alla Regione».

All’insegna della convinzione che «bisogna puntare su progetti che siano ambiziosi ma attendibili», Serra boccia l’affermazione di Forza Italia secondo cui con 800mila euro si può ridurre la tassa di soggiorno e raddoppiare le mostre, «perché una simile cifra non consente la somma delle due operazioni».

«A meno che – aggiunge – non si facciano esposizioni di carta, che non prevedano il trasferimento di pezzi dalle grandi pinacoteche europee e le relative assicurazioni. Il che significherebbe però rinunciare alla qualità delle rassegne che fin qui ci ha contraddistinto». Sul Buskers Festival, «chiediamo ad Anselmi di rendere noto, se lo ha, il suo progetto per ‘includere’ i commercianti», come da lui auspicato.

Partendo dal presupposto che il turista è sempre più autonomo nell’organizzazione dei propri viaggi, secondo Ferrara Concreta bisogna puntare su smart card capaci di mettere in rete beni culturali e servizi e di raccogliere al contempo informazioni su movimenti e preferenze,  così da migliorare l’offerta. E se indiscutibile punto di forza, anche per Ferrara Concreta, è il Castello, soprattutto nell’ottica della progressiva dismissione degli uffici,  la ‘strada’ da percorrere è “creare una sorta di ‘corridoio’ culturale” che leghi la fortezza con la Pinacoteca Nazionale e tutti gli altri musei cittadini, Meis compreso, collocando all’interno di ciascuno materiale relativo all’intero territorio. E promuovendo, accanto ad esso, i percorsi cicloturistici.

In tema di eventi, «va rilanciato un calendario unico, cui privati ed enti facciano riferimento per evitare sovrapposizioni e periodi di grande fermento accanto ad altri di scarsa attrazione». Sulla  tassa di soggiorno, infine, Ferrara Concreta propone l’istituzione di un gruppo di lavoro che stabilisca annualmente, e a seconda delle priorità, la destinazione degli introiti.  «E tutto – chiude Serra – si può fare sfruttando e potenziando quel che c’è, senza petizioni».

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