Mer 18 Lug 2012 - 1065 visite
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L’agricoltura ferrarese rischia il collasso da calore

Per le aziende agricole serve copertura assicurativa contro i danni atmosferici

“La carenza d’acqua e soprattutto le temperature record di questo periodo stanno causando un deperimento organico delle piante di mais, girasole, soia, bietola, falcidiando i prossimi raccolti”. Lo sottolinea Nicola Gherardi, presidente di Confagricoltura Ferrara, che sta monitorando le conseguenze della siccità.

Secondo le stime dell’organizzazione degli imprenditori agricoli ferraresi, caldo africano e siccità portano a perdite del 20-30% per il mais e del 40-50% per la soia. Inoltre si prevedono perdite di qualità e quantità per la frutta estiva.

“A Ferrara la situazione è aggravata anche dal fatto che la distribuzione delle acque irrigue è limitata per problemi alle centrali di pompaggio conseguenti al terremoto, quindi si ha minore afflusso per le irrigazioni di soccorso – prosegue Gherardi -. L’Agenzia dell’Emilia Romagna per la prevenzione e l’ambiente ha certificato che la piovosità nella regione è stata di 25 mm inferiore alla media 1991-2005. Secondo nostre stime, il fabbisogno irriguo delle colture sarà quasi del 39% in più rispetto al 2011.  Al riguardo è bene osservare che il gasolio agricolo che viene utilizzato per l’irrigazione è aumentato di 5,9 centesimi nei primi quindici giorni di luglio. Questa raffica di aumenti aggrava direttamente e indirettamente una situazione già oggettivamente insostenibile per molte aziende agricole e mette seriamente a rischio la loro attività. Inoltre questi rincari potrebbero essere presi a giustificazione di nuovi rialzi di prezzo al consumo degli alimentari freschi di cui non beneficiano gli agricoltori”.

“La siccità, anche al Nord, non è più un evento episodico ma una situazione strutturale  che va fronteggiata – osserva il presidente di Confagricoltura Ferrara – con una politica pluriennale imperniata su azioni ed interventi di fondo su obiettivi concreti. Occorrono politiche indirizzate alla ricerca ed all’innovazione per sostenere le aziende nelle scelte colturali e produttive e per individuare nuove varietà di piante a minore esigenza idrica, finanziamenti per favorire investimenti aziendali per un migliore uso delle acque”.

Problemi ci sono anche sul mercato mondiale delle commodity a causa della grande siccità negli Usa- evidenzia Confagricoltura Ferrara – che porterà ad una sensibile riduzione dei raccolti cerealicoli (il 38% del prodotto non è in condizioni ottimali) con conseguente aumento dei prezzi e relative ricadute sui mercati internazionali.

“In questo quadro certamente molto critico l’unico strumento di tutela per le aziende agricole è dato dalla copertura assicurativa contro i danni atmosferici – conclude Nicola Gherardi. La strada alternativa può essere individuata nel Fondo di Solidarietà Nazionale, attivabile però sulla base di quanto stabilito dal Piano Assicurativo Nazionale, solo in presenza di inadeguata copertura assicurativa dell’avversità verificatasi”.

Per rimuovere gli ostacoli burocratici determinati dall’attuale legislazione, Confagricoltura Ferrara si è già attivata con specifiche richieste verso la sede nazionale, gli assessori regionale e provinciale all’agricoltura ed i parlamentari ferraresi affinché sia modificato il Piano assicurativo nazionale consentendo, in via straordinaria, la delimitazione delle aree colpite dalle avversità atmosferiche (siccità e sbalzi termici) e contestualmente sia assicurata una dotazione aggiuntiva di risorse da destinare al Fondo di Solidarietà Nazionale.

“Pur consapevoli che il Paese sta attraversando un momento di forte crisi – conclude Gherardi -, è però necessario che lo Stato e la Comunità europea prendano atto della gravissima situazione produttiva ed economica che le aziende agricole non hanno armi per contrastare e che sta maturando non solo nella nostra provincia, ma in tutta la regione ed in quelle confinanti, Veneto e Lombardia soprattutto. Occorre quindi che venga avviata da queste un’azione congiunta finalizzata a richieste di intervento comuni al governo ed al Parlamento”.

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