Mer 21 Dic 2011 - 903 visite
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Meis a Ferrara, si accendono le prime luci per Hanukkah

Riconoscimenti nazionali per l’inaugurazione del nuovo museo

Nel pomeriggio di martedì 20 dicembre il rabbino capo di Ferrara Luciano Caro ha benedetto il nuovo Museo Nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoha, recitando la formula tradizionale e accendendo la prima delle nove candele della hannukiah che decora l’ingresso della palazzina restaurata. In mezzo alle diverse centinaia di persone accorse per l’inaugurazione, il sindaco Tiziano Tagliani e il presidente della fondazione Meis Riccardo Calimani hanno poi tagliato il nastro all’ingresso, ed è così ufficialmente iniziata “l’impresa Meis”. Un progetto definito da Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, “un avventura senza precedenti in Italia, che presta concreta attuazione ai principi costituzionali di libertà e uguaglianza per tutti”. Un evento di rilevanza nazionale, come testimoniato non solo dagli amministratori locali che hanno riconfermato la propria vicinanza all’iniziativa – oltre al sindaco, la presidente della Provincia Marcella Zappaterra -, ma anche dalle parole di plauso inviate dal Presidente Giorgio Napolitano e lette in pubblico da Calimani.

Terminati gli interventi di rito i visitatori hanno potuto esplorare le stanze rinnovate di quelle che una volta erano le vecchie carceri della città, e dove ora hanno trovato posto tre mostre diverse, ma tutte legate all’idea di principio e di buon augurio. “Versione Beth[a]” narra attraverso i testi la grande e la piccola storia degli ebrei in Italia; “È arrivato l’ambasciatore” ripercorre invece le vicende dei primi giudei giunti a Roma nel 160 a.C.; “Italia di luci” raccoglie i candelabri tradizionali più pregiati e li avvicina agli avveniristici e fantasiosi candelabri inventati dai bambini delle scuole ebraiche. Illustra inoltre la diffusione delle comunità nella penisola attraverso un video suggestivo, ispirato alle fotografie notturne dello stivale realizzate da posizioni satellitari.

“Il Meis non custodisce grandi tesori e non sarà un museo statico – ha sottolineato Calimani -. Proporrà itinerari storici e sarà soprattutto un laboratorio di idee. Presenterà contenuti autentici legati a Ferrara e all’Emilia Romagna, ma allargando il respiro verso l’intera Europa fino a diventare cittadino del mondo”.

È stato scelto di aprire al pubblico le sale in questo periodo dell’anno affinché l’inaugurazione coincidesse con la celebrazione dell’Hanukkah, di modo che questa sovrapposizione portasse fortuna al progetto. Esso infatti rimane in divenire: resta da demolire la grande struttura retrostante la palazzina, e da costruire al suo posto i più ampi spazi espositivi previsti. “Contiamo, se tutto va bene, di finire la progettazione entro l’autunno prossimo – ha spiegato la direttrice regionale per i Beni culturali Carla Di Francesco -. Il cantiere vero e proprio dovrebbe quindi avviarsi con il 2013”. La fiducia ribadita più volte dagli amministratori è forte, e anche la curatrice delle mostre Raffaella Mortara sembra già riuscire a vedere oltre, “questo è solo un piccolo assaggio di ciò che diventerà: un grande libro in cui tutti ritroveranno un pezzo della propria storia”.

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