Ferrara celebra la Giornata Nazionale Parkinson
Anche Ferrara tra le città italiane che celebrano la Giornata Nazionale Parkinson, con una camminata al parco Urbano e una sala affollata
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Oltre 215 milioni di euro già nelle casse di più di 36mila imprese agricole dell’Emilia-Romagna per garantire liquidità immediata, continuità produttiva e stabilità economica in un momento segnato dall’aumento dei costi, dall’incertezza dei mercati e dagli effetti del cambiamento climatico.
La Regione, tramite Agrea, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura, ha completato – entro il termine comunitario del 30 novembre – il pagamento degli anticipi della Politica agricola comune (Pac) per la campagna 2025: 151 milioni di euro per i pagamenti diretti (Domanda unica) già erogati nelle scorse settimane e 64 milioni di euro per le misure a superficie dello Sviluppo rurale.
Gli anticipi rappresentano una quota dei contributi Pac che le aziende agricole possono ricevere, calcolati sulla base delle superfici agricole dichiarate e degli impegni produttivi assunti dalle aziende nella domanda unica. Per normativa europea, possono essere erogati fino al 70% dell’importo spettante per i pagamenti diretti e fino all’85% per le misure a superficie dello Sviluppo rurale, offrendo alle imprese una disponibilità finanziaria immediata. Si tratta di uno strumento pensato per sostenere programmazione, investimenti e gestione ordinaria delle attività agricole in una fase cruciale dell’anno.
“L’erogazione puntuale degli anticipi Pac rappresenta un passaggio fondamentale per il sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna- spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Si tratta di risorse essenziali che rafforzano la liquidità delle imprese, sostengono il reddito agricolo e permettono alle aziende di programmare con maggiore certezza le scelte produttive dei prossimi mesi. Un risultato reso possibile anche grazie al lavoro di Agrea e alla capacità, condivisa con il sistema delle organizzazioni agricole, di mantenere alta l’attenzione sulla gestione delle politiche comunitarie e sugli strumenti necessari a sostenerle. In un periodo segnato dall’aumento dei costi, dall’incertezza dei mercati e dagli effetti del cambiamento climatico- prosegue Mammi-, le imprese agricole hanno bisogno di strumenti immediati e affidabili. La nostra priorità è far sì che la Politica agricola comune non sia percepita come un semplice adempimento, ma come un’opportunità per rafforzare la competitività delle filiere, sostenere la transizione ecologica e digitale e valorizzare l’identità agroalimentare che caratterizza il nostro territorio”.
Gli oltre 215 milioni di euro anticipati a, complessivamente, 36.571 imprese agricole dell’Emilia-Romagna, si articolano in 151 milioni per i Pagamenti diretti (Domanda unica) e 64 milioni per le misure a superficie dello Sviluppo rurale.
Nel primo pilastro della Pac, il Sostegno di base al reddito (Biss) rappresenta la quota principale, con circa 100 milioni di euro destinati alle aziende agricole della regione. A questi si aggiungono 16 milioni di euro per il Sostegno redistributivo, rivolto in particolare alle imprese di dimensione più contenuta (con superficie inferiore a 50 ettari e limitatamente ai primi 14), e 19 milioni per gli Eco-schemi, a beneficio di circa 20mila aziende, di cui oltre 12,5 milioni di euro per l’Eco-schema 4 (rotazione delle colture e fertilità del suolo) e 5,6 milioni di euro per l’Eco-schema 2 (inerbimento totale o parziale tra i filari di vigneti, frutteti e oliveti).
Completano il quadro i premi accoppiati alle produzioni vegetali, pari a 12,7 milioni di euro destinati a 6.511 aziende, che sostengono in particolare le filiere di barbabietola da zucchero (4,3 milioni), pomodoro da industria (2,8 milioni), soia (2,7 milioni), riso (1,2 milioni) e colture proteiche e oleaginose (1,4 milioni, distribuiti su quasi 3mila aziende).
Per quanto riguarda lo Sviluppo rurale, l’importo maggiore riguarda le indennità compensative per le aree svantaggiate, con 35 milioni di euro complessivamente erogati: oltre 22 milioni a circa 7.200 aziende di montagna e collina e 12,6 milioni a oltre 5.300 attività operative in altri territori fragili.
Seguono i 14,2 milioni di euro per l’agricoltura biologica, destinati a oltre 3.600 imprese, e circa 11 milioni di euro tra produzione integrata (6,4 milioni per circa 900 aziende) e ritiro dei seminativi dalla produzione (4,7 milioni per 170 aziende). In totale, gli interventi dello Sviluppo rurale hanno coinvolto 14.814 aziende, su 16 misure per cui l’anticipo era previsto.
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