Attualità
29 Novembre 2025
Girolamo De Michele presenta “Il profeta insistente” al Libraccio e richiama il ruolo delle istituzioni nel riconoscere e prevenire i crimini di massa

Capire il genocidio per non ripeterlo: la lezione di Lemkin

di Redazione | 2 min

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Presentato l’ultimo saggio di Girolamo De Michele, Il profeta insistente (Neri Pozza, 2025), una biografia intellettuale di Raphael Lemkin, giurista ebreo polacco che coniò il termine genocidio. La presentazione si è tenuta il 28 novembre a Libraccio a Ferrara registrando una folta partecipazione di giovani.

“Per scriverlo mi ci sono voluti due anni di lavoro più altri venti”, ha esordito lo scrittore e insegnante tarantino di adozione ferrarese. “Vent’anni fa al liceo Ariosto promuovemmo un’iniziativa di lungo respiro che portò il comune di Ferrara a una dichiarazione di riconoscimento del genocidio degli armeni. Questo vuol dire che i comuni possono farlo ed è una falsità affermare che questi argomenti esulino dall’ambito di competenza degli enti locali”.

De Michele ha inquadrato la rilevanza storica della figura di Lemkin. “Ha rappresentato il Novecento con una rara capacità di andare alle radici antropologiche dei suoi grandi avvenimenti”. A partire dall’idea, maturata dal polacco negli anni da studente universitario, nel 1927, ben prima della Shoah, che servisse “una legge che impedisce quello che oggi chiamiamo genocidio. Altrimenti si crea l’assurdo che uccidere un uomo è un delitto e uccidere un milione di uomini non lo è”. Da qui il collegamento con il presente e con la Palestina.

“Questa è la partita che si sta giocando oggi. Se ci sono istituzioni giuridiche sovranazionali allora è inevitabile che il diritto sovrano dei singoli stati sia compresso e limitato e ci sia una istanza superiore. Quando si dice che definire genocidio quello che sta avvenendo oggi significhi sminuire la Shoah non soltanto si afferma una cosa disumana, ma è anche il segno di una profonda ignoranza”.

De Michele ha inoltre evidenziato che per Lemkin era ben chiaro anche un altro elemento, che esiste un genocidio ontologico e dei genocidi storici, “che avvengono in tempi e modi diversi, perché lo scorrere della storia determina tecniche sempre nuove” e ha denunciato l’arretratezza italiana nel campo dei genocide studies: “L’Italia non ha partecipato alla grande stagione degli studi sui genocidi e per questo siamo rimasti molto indietro. Chi lo ha fatto, come Enzo Traverso e Andrea Graziosi, guarda caso ha frequentato e operato in contesti accademici internazionali”.

A dialogare con De Michele è stato Pietro Pinna, consulente scientifico dell’Istituto di storia contemporanea di Ferrara.

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