Economia e Lavoro
29 Novembre 2025
Nel 2024 fatturati a +3,4% a fronte del +0,7% registrato dalle altre imprese: Legacoop Emilia-Romagna avverte però sui rischi di "inverno demografico" e disuguaglianze

La spinta delle cooperative traina l’economia regionale

di Redazione | 3 min

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Le cooperative dell’Emilia-Romagna si confermano un motore decisivo per l’economia regionale. Il 2024 si è chiuso con un incremento del fatturato del 3,4%, quasi cinque volte superiore alla media delle altre imprese, attestata sul +0,7%. I dati sono stati presentati a Bologna, durante la Direzione di Legacoop Emilia-Romagna, in un contesto che ribadisce la forte vocazione cooperativa della regione. Secondo Unioncamere Emilia-Romagna, le cooperative generano il 16% del fatturato complessivo, mentre il presidente di Legacoop Emilia-Romagna, Daniele Montroni, sottolinea che il solo ecosistema delle associate a Legacoop “garantisce occupazione e stabilità a 150.000 lavoratori e a 140.000 soci lavoratori e realizza il 15% del Pil dell’Emilia-Romagna”.

L’indagine congiunturale del Centro Studi di Legacoop Nazionale conferma un settore dinamico, in netta controtendenza rispetto al clima di sfiducia che caratterizza l’economia italiana. Il divario nell’atteggiamento delle cooperative è evidente: mentre il saldo delle aspettative sull’economia nazionale è negativo (-26), quello sugli investimenti interni alle cooperative è positivo (+24). Il 28% delle imprese prevede infatti un incremento degli investimenti nei prossimi mesi. Anche sul versante del lavoro arrivano segnali incoraggianti, con un saldo positivo di +16 tra chi prevede nuove assunzioni e chi invece ipotizza riduzioni.

“I dati ci consegnano l’immagine di un sistema solido, che genera il 15% della ricchezza regionale e non arretra nemmeno quando il clima di fiducia nazionale peggiora”, afferma Montroni, ricordando però che “non possiamo ignorare i segnali di allarme”.

La principale criticità emersa dall’analisi di luglio 2025 riguarda la demografia. Il 55% delle cooperative indica la scarsità di manodopera come problema prioritario, nettamente sopra ogni altra voce. Montroni ricorda che “da qui al 2029 è stimato per l’Emilia-Romagna un fabbisogno di manodopera tra 275.000 e le 312.000 unità. Quello di lavoratori stranieri si prevede superiore alle 65.000 unità, il 24% del totale. Oggi i lavoratori stranieri sono poco oltre il 13% degli occupati”. Un quadro che, sottolinea, evidenzia “il veloce cambiamento sociale e culturale” in corso e la necessità di un cambio di passo sulle politiche migratorie e di integrazione per contrastare “l’inverno demografico”. A pesare è anche l’instabilità geopolitica, considerata il fattore principale delle difficoltà dall’intero campione di cooperative esportatrici coinvolte.

“L’Emilia-Romagna cresce, continua ad essere la regione con meno disuguaglianze, ma si allargano le fasce di popolazione in difficoltà”, evidenzia Montroni, richiamando la necessità di investire in competenze, intelligenza artificiale, energia e servizi. In questo quadro assume rilievo la funzione sociale della cooperazione. Le proposte avanzate da Legacoop includono interventi sull’emergenza abitativa, con il coinvolgimento delle cooperative di abitanti al fianco dei Comuni per rispondere alle esigenze delle famiglie con redditi medio-bassi. “La nostra crescita economica deve tradursi in benessere diffuso, per non lasciare indietro nessuno. L’investimento nell’economia sociale rappresenta la principale risposta ai nuovi bisogni della popolazione”, conclude il presidente.

Durante la Direzione sono state illustrate anche nuove proposte per rafforzare la competitività regionale, puntando sulla valorizzazione dell’Emilia-Romagna come piattaforma logistica integrata: creazione di una rete regionale degli aeroporti, istituzione di un’unica azienda per il Trasporto Pubblico Locale e investimenti strategici sulle infrastrutture, dal porto di Ravenna al Passante di mezzo di Bologna. Secondo una ricerca di Legacoop, la mancata modernizzazione dei nodi infrastrutturali costa ogni anno 1,3 miliardi di euro al sistema economico regionale.

A sostegno delle cooperative, Legacoop Emilia-Romagna ha inoltre attivato un piano di azioni mirate: una convenzione con Randstad per fronteggiare la carenza di manodopera, il coordinamento delle Academy cooperative e la collaborazione con l’Università telematica Mercatorum per il potenziamento delle competenze, oltre al supporto all’innovazione attraverso Innovacoop. Prosegue infine l’impegno sul fronte dell’etica e dell’uguaglianza, con la Commissione Pari Opportunità al lavoro su equità salariale e contrasto alla violenza di genere.

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