Dopo il caso dei quattro cicloturisti svizzeri in vacanza nel territorio del Delta del Po, che pur avendo già pagato i biglietti per sé e per le biciclette si sarebbero visti negare l’accesso ad un convoglio di TPer sulla linea Codigoro-Ferrara “praticamente vuoto”, Gabriella Meo (Sel-Verdi) ha rivolto un’interrogazione alla Giunta regionale per chiarimenti.
La consigliera chiede quanti convogli viaggino ogni giorno sulla linea ferroviaria Ferrara-Codigoro e quanti di questi siano attrezzati al trasporto delle biciclette al seguito, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico come, ad esempio, in primavera e estate, e se tale quantità rispetti gli obiettivi di qualità del servizio fissati dalla Carta dei servizi 2014 del Consorzio trasporti integrati e dal Contratto di servizio.
La ‘Destra Po’, con i suoi 126 Km di tracciato lungo l’argine del grande fiume da Ferrara al Delta, ricorda Meo, è la pista ciclabile più lunga d’Italia ed è inserita nel progetto “Eurovelo”, una rete di 12 percorsi ciclabili paneuropei e costituisce il tratto centrale del percorso europeo n. 8 che parte da Atene e arriva a Cadice. L’esponente di Sel-Verdi vuole dunque sapere “se la Regione non ritenga opportuno chiedere a TPer – società di cui detiene il 46,13% delle quote azionarie – una maggiore attenzione al servizio di trasporto biciclette proprio sulla linea Ferrara-Codigoro, linea chiave per lo sviluppo del turismo sostenibile nel Delta del Po emiliano-romagnolo”.
“Per decenni – ha commentato la consigliera regionale dei Verdi – gli enti locali hanno investito ingenti finanziamenti sullo sviluppo del turismo ecosostenibile nel nostro Delta del Po e la stessa Regione ha organizzato innumerevoli convegni ed incontri con esperti e tour operator allo scopo di promuovere la mobilità ciclabile e il turismo su due ruote, ma basta un singolo spiacevole caso per rimettere tutto in discussione”.
“Fin dagli anni ’90 – continua Meo – la città di Ferrara ed il suo Delta del Po sono entrati a far parte della Lista del Patrimonio Mondiale stilata dall’Unesco in quanto costituiscono un paesaggio culturale e naturale unico in cui lo sviluppo di un turismo lento ed ecosostenibile fa già da volano a numerose aziende e attività economiche che la Regione deve continuare a sostenere con tutti i mezzi a sua disposizione.”
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