Si è creata subito una buona intesa tra i componenti principali sindacati dei balneari italiani (SIB FIPE – Confcommercio, FIBA – Confesercenti e CNA – Balneatori) e i rappresentanti italiani al Parlamento Europeo incontrati a Bruxelles. Un’intesa sui temi più caldi e le priorità per risollevare una stagione balneare che, tra crisi economica e un clima non favorevole non è certo iniziata col piede giusto, ma che non ha fatto passare in secondo piano gli ostacoli politici per il comparto turistico.
“I parlamentari Andrea Cozzolino, Roberta Angelilli, Lara Comi, Giommaria Uggias e Carlo Fidanza – spiegano i rappresentanti sindacali di ritorno dal Belgio – si stanno adoperando affinché possano essere affrontati e risolti in tempi brevi i problemi della categoria. Hanno ben compreso, infatti, che lo sviluppo del turismo italiano, e quello balneare in particolare, può dare un grande contributo all’economia grazie anche alle migliaia di turisti stranieri che scelgono le nostre spiagge per trascorrere le proprie vacanze. Allo stesso tempo però siamo molto amareggiati e profondamente delusi, perché malgrado la sintonia di intenti tra imprenditori italiani e politici europei non si riesce ancora a trovare una soluzione concreta ai problemi legati alle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreative”.
Il Ministro degli Affari europei Enzo Moavero Milanesi infatti, “nonostante – affermano i sindacalisti del comparto balneare – lo sforzo dei parlamentari europei volto a convincerlo a convocare urgentemente il tavolo tecnico tra Organi Istituzionali ed Associazioni di Categoria, si è dichiarato non competente sulla riforma della normativa legislativa che riguarda oltre 30.000 imprese balneari italiane, 300.000 addetti diretti ed oltre 1.000.000 di occupati. Nel corso dei colloqui è emersa, inoltre, una inquietante realtà dal momento che ad oggi all’interno del Governo italiano non si conosce quale sia il referente della materia oggetto del contenzioso tra i ministri Massimo Bray, (incaricato per Beni, attività culturali e turismo, ndr) e Graziano Del Rio (responsabile agli Affari regionali e autonomie, ndr)”.
“L’attuale situazione – affermano le associazioni sindacali – ci preoccupa seriamente perché il rimpallo di responsabilità ci impedisce ancora una volta di poter disporre di un confronto tra gli Organi Istituzionali al fine di arrivare ad un riordino della disciplina legislativa del demanio marittimo. Rimaniamo in attesa di conoscere al più presto la data di convocazione del tavolo di lavoro per arrivare a definire le modalità di azione che il Governo italiano intende perseguire, in sede nazionale ed europea, ed arrivare ad una proposta condivisa”.
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