di Marcello Celeghini
Demografia delle imprese, contabilità economica del territorio, occupazione e settore turistico. Queste tematiche hanno ispirato l’undicesima Giornata dell’Economia della Camera di Commercio di Ferrara e che ha visto come grandi protagoniste le testimonianze di giovani imprenditori che, nonostante la crisi generale, conducono aziende in crescita. È il caso del padovano Ruggero Frezza che con le sue competenze acquisite in tanti anni di ricerca universitaria ha fondato M31, un’impresa che, paradossalmente, si occupa di far nascere altre imprese.
Particolare attenzione poi è stata posta nel presentare dati sulla situazione economica del territorio ferrarese che, complessivamente, dipingono un’economia sicuramente provata dalla crisi del settore industriale e agricolo ma vedono, ad esempio, un +3,5% di crescita del settore turistico rispetto ad un dato nazionale di gran lunga negativo (-6,4%). Preoccupante è anche il dato che vede il Pil regionale per la prima volta inferiore alla media nazionale.
“Il fatto che il Pil regionale cresca meno di quello nazionale in una regione come la nostra- afferma il presidente della Cciaa di Ferrara Carlo Alberto Roncarati- è un dato allarmante e ci mostra quanto il settore manifatturiero, da sempre leader in Emilia Romagna, abbia subito colpi pesanti, in parte dovuti al sisma dello scorso anno che ha messo in ginocchio aziende manifatturiere d’eccellenza nei loro rispettivi campi. Altro problema è il grande disagio giovanile con la disoccupazione alle stelle che, nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni, raggiunge addirittura il 40%. Si parla già di generazioni perdute che la società non riuscirà ad accompagnare al successo nella vita seguendo ciò che hanno studiato. Nonostante questo abbiamo in provincia numerosi imprenditori giovani che con coraggio sfidano la crisi con nuove idee. Il Turismo- conclude Roncarati- è in prospettiva il settore più promettente poiché se valorizzato a dovere sarà da traino per tutti gli altri settori”.
“Spesso per identificare la fase di crisi viene usata la metafora del tunnel- afferma Guido Caselli Direttore Area Studi e Ricerche Unioncamere Emilia-Romagna- ecco, ci sono gli ottimisti che dicono che si inizia a vedere un po’ di luce, i pessimisti invece dicono che certamente si vede la luce ma sono i fari di un treno che vengono verso di noi, altri ancora dicono che non si vede nessuna luce e quindi è meglio arredare il tunnel perché ci resteremo dentro ancora a lungo. Credo che siano vere tutte e tre queste opinioni, è vero che rimarremo nel tunnel ancora a lungo, è vero che ci saranno altri treni che ci investiranno, penso al treno dell’occupazione e del welfare dove ancora purtroppo non abbiamo toccato il fondo. Però è altrettanto vero che ci sono aziende virtuose che nel tunnel non ci sono mai entrate o altre che ne sono già uscite. Le imprese che sono fuori dal tunnel sono quelle che esportano, che creano una rete internazionale di commercio per il loro dato prodotto. Non a caso- continua Caselli- il dato dell’export in provincia di Ferrara è più che buono e si attesta ad un +13% su una domanda mondiale di prodotto intorno al 19%. Ferrara esporta in 162 paesi, alcuni dei quali sono dei veri è propri fortini, dove alcune imprese ferraresi hanno grandi fatturati. Per aiutare anche le imprese che sono impantanate nel tunnel ad uscirne- conclude Caselli- bisogna agire a livello governativo sulla riduzione delle tasse che strozzano gli imprenditori”.
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