Politica
14 Giugno 2013
Il Consiglio ha approvato all'unanimità due ordini del giorno in cui si chiedono ripensamenti e garanzie per i lavoratori

La Provincia interviene su crisi Berco e Watts

di Redazione | 2 min

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consiglio provincialeA conclusione della seduta di ieri del Consiglio provinciale sono stati approvati all’unanimità due ordini del giorno, il primo sulla situazione Watts Industries, il secondo sulla crisi della Berco di Copparo.

Il primo, sulla situazione della Watts Industries, è stato presentato dai consiglieri Pd Sergio Guglielmini (capogruppo) e Marcella Cariani. Oltre ad esprimere solidarietà ai 29 dipendenti dell’impresa il documento chiede un ripensamento sulla chiusura dello stabilimento e la garanzia degli ammortizzatori sociali per i lavoratori.

Il secondo è stato sulla crisi Berco, presentato dal capogruppo Pd Sergio Guglielmini e sottoscritto da Renata Chendi (Prc) e Alberto Astolfi (Pd) e in seguito anche dai gruppi PdL, Lega e LeF. Il testo chiede il ripristino di più corrette relazioni sindacali, dopo la disdetta unilaterale del contratto integrativo aziendale;  al sistema bancario locale di raccogliere l’appello lanciato dal sindaco di Copparo, Nicola Rossi, di esercitare la massima flessibilità in caso di situazioni di difficoltà che vedano coinvolti operai Berco; solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie e l’appoggio a istituzioni di livello locale, provinciale, regionale e nazionale per il lavoro che stanno conducendo, finalizzato a trovare tutte le soluzioni possibili per la salvaguardia della produzione e dei livelli occupazionali.

Fra le delibere prese in esame dal Consiglio provinciale figura quella presentata dalla presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, sulla conferma delle partecipazioni societarie. Un atto dovuto per mettersi in linea con la normativa nazionale che nel frattempo ha subito diversi aggiustamenti. Ora il criterio di fondo, e diventato più stringente, per conservare o avere quote di società è la certificazione di un interesse pubblico. È il caso delle partecipazioni in Tper (trasporto pubblico su gomma), Fer (su rotaia), Ami, Banca popolare etica (che non comporta esborsi da parte della Provincia), Lepida (azienda pubblica per l’infrastrutturazione digitale e l’eliminazione del digital divide), Delta 2000 e Sipro (ossia le due agenzie che possono spendere le risorse Ue) e Ferrara Fiere Congressi.

Un’esposizione che ha convinto il capogruppo di LeF, Ugo Taddeo, ad annunciare il proprio voto favorevole, anche se l’ex azzurro ha espresso rammarico per la mancata riflessione storica sulle partecipazioni aziendali, mentre non ha convinto il PdL Cristiano Di Martino, fermatosi sulla soglia dell’astensione. Qui il motivo è la contrarietà alla società Delta 2000. Obiezione rispetto alla quale invano la presidente Zappaterra ha replicato che per legge sono i Gruppi di azione locale (Gal), peraltro presenti in molte altre regioni, che possono spendere i soldi comunitari e non direttamente gli enti locali.

Il risultato finale è stato 18 sì e sei astenuti (PdL e Lega).

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