Dopo le avvisaglie di ieri (vai all’articolo), oggi mercoledi 12 giugno la direzione aziendale della Berco ha comunicato ufficialmente alla Rsu la disdetta del Contratto Collettivo Aziendale con effetto retroattivo a far data dall’1 maggio. Da quella data verrà quindi applicato il contratto nazionale.
Questo significa la cancellazione del salario aziendale con effetti devastanti sulle retribuzioni (ben al di sopra della riduzione del 20% richiesto nell’incontro in Confindustria a Roma) oltre a una riduzione dei diritti per tutti i lavoratori della Berco.
La Rsu Berco e i lavoratori si dichiarano “non disponibili a subire tale atto unilaterale da parte dell’azienda” e hanno pertanto proclamato 8 ore di sciopero per la giornata di domani, giovedi 13 giugno. Nella stessa giornata si terrà anche un presidio davanti allo stabilimento con inizio alle 5.30 del mattino. Durante il presidio, si terranno le assemblee in strada a partire dalle ore 9.
Su questa grave decisione assunta dalla dirigenza Berco, nella figura dell’amministratore delegato Lucia Morselli, è intervenuto tempestivamente Giovanni Paglia, deputato emiliano romagnolo di Sel, informando di avere appena presentato, con la massima urgenza, una nuova interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico sulla vicenda Berco, “che assume contorni sempre più preoccupanti dopo la decisione odierna di disdire unilateralmente il Contratto Integrativo Aziendale, con valenza retroattiva al 1 maggio 2013, con ciò incidendo pesantemente su retribuzioni e diritti di tutte le lavoratrici e i lavoratori”. Lo stesso Paglia nelle scorse settimane aveva presentato un’interrogazione, ancora in attesa di riscontro, con la quale chiedeva allo stesso ministro quali mosse intendesse compiere per scongiurare il ridimensionamento dell’azienda, a seguito delle 611 lettere di mobilità, del conclamato disimpegno di ThyssenKrupp, nonché dell’assoluta indisponibilità della direzione aziendale di considerare il Ministero dello Sviluppo Economico un interlocutore. “Oggi questa nuova doccia fredda – conclude Paglia – esige una risposta del Ministero su questi punti: che iniziative intende mettere in campo il Governo a tutela di un patrimonio industriale nazionale, qual è Berco spa, a tutela del diritto a corrette relazioni industriali, che appaiono compromesse dall’atteggiamento unilaterale dell’impresa, e a tutela della stessa dignità istituzionale della sua funzione, messa a repentaglio dall’evidente volontà della direzione aziendale di negare ogni ruolo alle massime autorità di Governo”?
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