
Andrea Defranceschi
Lo stop alle trivellazioni non ha validità. Lo sostiene Andrea Defranceschi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, contestando in una interrogazione a Errani la legittimità della delibera del 3 giugno scorso con cui la Regione dichiara di sospendere le ricerche finalizzate alle trivellazioni. Secondo la convinzione di Defranceschi, che in merito dichiara di aver fatto alcune sue ricerche, non sarebbe fra i poteri di ordinanza del commissario straordinario e nemmeno della Giunta regionale proibire questo genere di attività, dato che “per legge, su tematiche di questo tipo solo il Governo può intervenire adottando eventualmente provvedimenti di urgenza”. “Dunque – si chiede Defranceschi – di che parliamo? Propaganda spot finalizzata a tranquillizzare la popolazione o a permettere che alcune ricerche possano continuare indisturbate”?
Nell’interrogazione appena depositata il grillino fa riferimento alla legge n122 del 2012, in base alla quale “non risulta che tra i poteri di ordinanza del Commissario Straordinario, vi sia quello di sospendere l’iter di progetti di ricerca e coltivazione idrocarburi” e “in ogni caso la citata delibera di Giunta non è da considerarsi un’Ordinanza del Commissario Straordinario”. Poteri che invece avrebbe esclusivamente il Governo in base all’articolo 7 della legge dello Stato n. 239 del 2004, anch’essa citata da Defranceschi nell’interrogazione. Il consigliere regionale chiede dunque che la giunta Errani riconosca l’illegittimità dell’atto e chieda al Governo un provvedimento ad hoc che blocchi realmente ogni istanza di ricerca, esplorazione e perforazione, in particolare nelle aree terremotate.
“Mi riesce difficile – commenta Defranceschi – credere alla sincera intenzione di fermare le trivellazioni, dato un particolare precedente: la bocciatura del mio emendamento Stop Trivelle nel luglio 2011 (in sede di approvazione in aula del Piano Energetico dell’Emilia Romagna) appositamente presentato per stoppare di fatto le trivellazioni per fini estrattivi, petroliferi e non solo, in Emilia Romagna. O la Regione sta diventando “grillina” (cosa che mi augurerei, ma non credo), dato che più volte ci hanno accusati di fare comunicazione spot priva di reale efficacia; oppure sono inesperti, e non sanno che la delibera da noi citata e da loro sbandierata non ha alcun potere attuativo”. Il rischio per Defranceschi sarebbe quello di esporre la Regione a “un conflitto di attribuzione facilmente impugnabile dal governo dinanzi alla Corte costituzionale”, ma anche a “ricorsi da parte delle aziende che hanno presentato istanze e avranno così gioco facile a chiedere risarcimenti di eventuali danni alla Regione”. “Mi rivolgo specialmente – conclude il grillino – all’assessore regionale Muzzarelli che ha presentato la delibera alla stampa come ‘un atto di responsabilità verso il territorio e le popolazioni, coerente con le decisioni già assunte in passato’. Ebbene: a quali decisioni si riferisce, dato che il suo assessorato ha rilasciato dal 2010 a oggi una quarantina di pareri positivi di Valutazione d’Impatto Ambientale a domande di ricerca, esplorazione e perforazione”?
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