L’ospedale di Cona non trova pace. Dopo una prima proposta di accorpamenti estivi che prevedeva lo spostamento di oltre 100 posti letto (vai al’articolo), da lunedì scorso è iniziato l’accorpamento (seconda proposta) dei reparti chirurgici.
Un accorpamento che riguarda le specialità di chirurgia vascolare, urologia, plastica, generale, urgenza, neurochirurgia e ginecologia. Se la prima proposta era stata ritenuta rischiosa, i sindacati hanno considerato la seconda proposta insostenibile (sentiti i lavoratori e le lavoratrici), con conseguente richiesta di una soluzione più semplice, viste le contingenze e i tempi stretti per gli accorpamenti estivi. “Ma la direzione – denuncia la Funzione Pubblica Cgil – ha voluto procedere comunque con questa seconda proposta”.
“E’ evidente – aggiunge il sindacato di categoria – che in questa situazione complessa e difficile, il rispetto delle regole di funzionamento e l’organizzazione del lavoro, diventano un elemento fondamentale per riuscire a scavallare l’estate e arrivarne alla fine, offrendo un’assistenza dignitosa alle persone che necessitano di interventi chirurgici e mettere nelle condizioni i professionisti di lavorare tutelati, quei professionisti che tutti i giorni ci mettono la faccia. Ad oggi poco di tutto ciò: nei primi due giorni pazienti appoggiati nei letti delle medicherie, persone che attendono l’intervento senza un posto letto, e donne e uomini ricoverati nella stessa stanza”.
Per questi motivi la Funzione Pubblica Cgil ha chiesto espressamente e immediatamente un intervento diretto del direttore generale per controllare e risolvere questa situazione. “Sarà nostra cura – precisa il sindacato – monitorare costantemente lo sviluppo della situazione e denunciare immediatamente e a voce sempre più alta eventuali e ulteriori situazioni che non riteniamo adeguate allo standard di un Ospedale di secondo livello quale il Polo di Cona”.