La nostra idrovia Ferrara Porto Garibaldi se sarà terminata entro due anni si troverà spiazzata dal modernissimo sistema di trasporto merci che sarà realizzato di fronte a Venezia entro due anni, due anni e mezzo.
Il progetto “offshore” vale 2,5 miliardi di euro e prevede una nuova città galleggiante a 12 chilometri dal Lido – Un terminal per i container e la diga di protezione lunga quattro chilometri .
PIATTAFORMA OFFSHORE DAVANTI A VENEZIA.
La piattaforma offshore a largo di Malamocco è l’unico modo per fare concorrenza ai porti europei, a cominciare da Rotterdam, nei prossimi decenni». lo dice Paolo Costa, 70 anni, un presente alla guida dell’autorità portuale veneziana e un passato, nell’ordine, di rettore a Ca’ Foscari, ministro dei Lavori pubblici nel primo governo Prodi, sindaco di Venezia e presidente della commissione trasporti e turismo dell’Unione europea.
Non il primo venuto, dunque. Il nuovo terminal sarà capace di 3 milioni di container all’anno e avrà un impatto colossale su un sistema unico al mondo, con tutto il rispetto per Rotterdam.
Un terminal per i container adeguato ai nuovi colossi navali capaci di portare fino a 18 mila container.
Fra i percorsi alternativi, sono previste spedizioni verso i porti di Chioggia e Rovigo, oltre che lo sfruttamento della via fluviale, con barconi che risalirebbero il Po fino a Mantova.
Per i lavori, servono due anni, due anni e mezzo.
La londinese Halcrow ha progettato lo scarico merci attraverso chiatte, o pontoni autoportanti da 216 Teu (la misura del container da 20 piedi), che saranno caricate in base alla destinazione finale e arriveranno nei vari punti di smistamento intorno al terminal.
Stefano Bulzoni