Sono circa 70 le persone in carico al Sert di Ferrara affette da quella che il Ministro Balduzzi ha chiamato “ludopatia” o, meglio, da una dipendenza patologica dal gioco d’azzardo ma il fenomeno ha un’estensione sociale decisamente più ampia con un’incidenza sulla popolazione adulta che oscilla fra il 3 e il 5%, addirittura il doppio fra i minori. Età media fra i 48 e i 50 anni, la maggior parte sono “normalissime e con un lavoro”, il 13% sono pensionati e il 10% senza un’occupazione. Un quarto sono donne.
I dati, approssimativi e in costante evoluzione, arrivano da Rosangela Giovannini, psicologa del Sert e da Luisa Garofali, direttrice del Programma dipendenze patologiche presso l’Ausl di Ferrara, durante la riunione della 4a Commissione consiliare convocata per valutare il passaggio in Consiglio comunale della delibera di adesione al “manifesto per la legalità del gioco d’azzardo” (vai all’articolo).
“Nel 2005 avevamo al massimo 10 persone in un anno con questo tipo di problemi, oggi i numeri sono in crescita e sono diventati imponenti da quando ci sono le slot machines che, per come sono costruite, incrementano gli effetti di incantamento e di rapimento, con modalità estranianti che generano meccanismi di ossessività e di pensiero dominante” spiega Garofali. “Arrivano da noi solo le persone che giocano d’azzardo, ovvero a quei giochi basati solo sulla fortuna e non sulle abilità dei giocatori e che non hanno neppure momenti di socialità”, sostiene Giovannini, “vengono quando la famiglia è in crisi ma spesso non di loro spontanea volontà, bensì accompagnatedai familiari che non ne possono più”.
Ma né i numeri né l’inquadramento del fenomeno fatto dalle due esperte del Sert basta a mettere d’accordo i membri della commissione sull’adesione al manifesto. Francesco Rendine, consigliere di Fli denuncia “una certa ipocrisia dell’Amministrazione che non fa nulla per le tombolata che si fanno alle feste de l’Unità, della Lega o di altre realtà provinciali nonostante abbia l’obbligo di denunciarle ogni volta che ne viene a conoscenza” (ma il dpr 430 del 26
ottobre 2001 sotto certe condizioni permette anche alle organizzazioni politiche di organizzare il gioco della tombola previa autorizzazione, ndr) e insieme al compagno di partito Enrico Brandani lascia la sala prima della votazione. Anche Francesco Portaluppi del Pd -che pure ha votato a favore del passaggio in Consiglio del testo-, esprime forti critiche sia sull’utilità per i consiglieri di riunirsi per conoscere i numeri e il tipo di trattamento adottato nella realtà ferrarese sia sul manifesto stesso, così come Francesca Cavicchi della Lega Nord, astenutasi, rileva il proprio dissenso sia verso la presentazione dell’argomento che verso gli intenti dell’iniziativa.
“Avrei potuto anche non portare la questione per l’adesione da parte del Consiglio e far passare tutto con una delibera della Giunta”, risponde piccata l’assessora Chiara Sapigni, “parliamo di una proposta per una legge nazionale che ci permetta di non dover per forza assistere passivamente a un problema che sta sotto la sabbia, una dipendenza, oggi non riconosciuta, che colpisce pesantemente tante famiglie”. Ma, nonostante i dissensi, la maggioranza dei consiglieri vota a favore del passaggio in consiglio.
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