Economia e Lavoro
25 Maggio 2013
La Regione scrive ai ministri Zanonato e Carrozza

Basell in attesa del piano Versalys

di Redazione | 2 min

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2013-05-24-1283Mentre in Comune si teneva il tavolo sullo sviluppo del petrolchimico all’interno della Prima commissione consiliare – con una delegazione di lavoratori sullo Scalone in attesa di qualche buona notizia -, dalla Regione partiva una precisa richiesta al governo: un piano nazionale per il settore della chimica e il rafforzamento del quadrilatero Porto Marghera, Mantova, Ravenna e Ferrara con un adeguato impegno a rafforzare l’asse della chimica verde.

“La Regione nell’ambito di due azioni convergenti – spiega l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli nella lettera inviata al ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zanonato e al ministro dell’istruzione, università e ricerca Maria Chiara Carrozza. “La Regione nell’ambito di due azioni convergenti conferma per la Lyondell Basell la volontà di trovare soluzioni occupazionali, di rafforzare la ricerca, di valorizzare le professionalità e realizzare gli investimenti già previsti. Insieme a Comune e Provincia siamo impegnati per integrare le strategie della Lyondell Basell sviluppato nell’importante centro ricerche di Ferrara, fondato dal premio Nobel Giulio Natta”.

Lo stesso impegno viene richiesto al Governo anche dai sindacati ferraresi che, all’uscita del Municipio, rivelano dettagli che potrebbero rivelarsi fondamentali nel prosieguo delle trattative. “La data fatidica per decidere le sorti del petrolchimico ferrarese potrebbe essere il 27 giugno”, incrocia le dita il segretario di Femca-Cisl Stefano Mantovani. In quel giorno i sindacati parteciperanno a Roma a un incontro con Versalys, il colosso della chimica del gruppo Eni che presenterà il proprio piano industriale fino al 2016. Da lì si capirà quanta parte del quadrilatero della chimica rientra nei pensieri del governo. “Si tratta di un appuntamento molto importante – spiega il segretario Femca -perché le politiche industriali sono determinate dall’Eni, di cui il Ministero del Tesoro è l’azionista di maggioranza con il 30% dei titoli. L’importante è che la politica nazionale stimoli Eni nei progetti industriali, perché da questo dipendono tutte le singole questioni territoriali”.

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