Portomaggiore
25 Maggio 2013
I liberali chiedono un incontro urgente con l'amministrazione, "per informare i cittadini e verificari i rischi per la salute"

Il Partito Liberale contro gli impianti a biomasse

di Redazione | 3 min

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admin-ajax (29)Portomaggiore. Il Partito Liberale Italiano dice no alle biomasse e alla digestione anaerobica del rifiuto organico a Portomaggiore. “Dobbiamo rilevare che l’impianto di digestione anaeorobiche di biomasse – affermano i portavoce del partito -, realizzato a una distanza non superiore ai 3 chilometri dal centro di Portomaggiore, è in fase di completamento. Straordinariamente la realizzazione è avvenuta nei tempi previsti. Primariamente, a nostro avviso, la maggioranza dei cittadini portuensi non è a conoscenza della edificazione di questa opera e, secondariamente, pochi conoscono l’effettiva tipologia dell’impianto e le emissioni che da esso verranno rilasciate quando, a breve, entrerà in funzione”.

Le centrali a biomasse sono frutto di una digestione anaerobica del composto organico (Forsu) e della combustione del suo prodotto gassoso, ovvero il biogas. “All’uscita di questa centrale – continuano i liberali – ci troviamo di fronte a vari tipi di prodotti di scarto: Emissioni e Fos. Le emissioni sono composte da decine e decine di molecole organiche (espresse come COT, limite150 mg/Nm3) inglobate nel particolato e in particolare nelle nanopolveri. Mercaptani, aldeidi, alchilsolfuri, idrocarburi alifatici, acidi grassi sono solo alcune delle sostanze volatili nocive e/o irritanti presenti. Quelle più pericolose comprendono gli idrocarburi clorurati e aromatici (benzene) cancerogeni. I frutti avvelenati delle “innovative” e decantate tecniche di filtrazione dei fumi sono le nanoparticelle. La legge le ignora e, come trent’anni fa, fissa dei limiti per il solo particolato più grossolano (PM10: limite 10mg/Nm3), quello meglio bloccato dai filtri. È una presa per i fondelli se si pensa che i pericoli maggiori provengono dalle nanopolveri che nessun filtro riesce a fermare (molto inferiori a un micron) se non in parte ma altre, e sono tante, penetrano a fondo nei polmoni e attraverso la pelle interferendo con l’attività cellulare degli organi”.

Da non dimenticare poi la produzione del percolato. Il processo per “osmosi” utilizzato nella depurazione del percolato produce un 25-30% di “ritenuto” di scarto, prodotto altamente inquinante, anch’esso rifiuto speciale, inesistente nel compostaggio aerobico. In alternativa o lo riciclano al 100% nel digestato, che diventa la famosa mina vagante, altrimenti lo inviano a depurazione in impianti a fanghi attivi insieme alle acque nere, a quelle di processo non riciclabili e ad altre di rifiuto. La depurazione non elimina di regola i metalli pesanti e l’eccesso di ammonio pone diversi problemi di messa a punto per sbilanciamento nutrizionale dei batteri aerobi.

Il Pli chiede un incontro urgente con l’amministrazione comunale portuense “al fine di informare i cittadini dell’imminente avvio di questo impianto e verificare con un gruppo di esperti indipendenti gli eventuali rischi per la salute. Per questi motivi il PliI è contrario all’avvio della attività dell’impianto ed è pronto a scendere in piazza con presidi permanenti per informare la popolazione”.

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