Portoverrara. Un boato, poi le fiamme e ora solo le macerie. Una fuga di gas ha fatto esplodere mandando letteralmente in pezzi un casolare di campagna appena fuori della frazione di Portoverrara di Portomaggiore.
Erano passate da poco le 20 quando un’esplosione è stata avvertita in tutto il paese. Subito è scattato l’allarme alla centrale dei vigili del fuoco. Da Ferrara e dai distaccamenti di Copparo, Codigoro e Portomaggiore sono partite cinque squadre con autopompe e gru. Destinazione via Grillo Braglia, civico 10. Dove fino a pochi minuti prima c’era una casa colonica di due piani. L’emergenza è stata rivolta in primo luogo alle persone rimaste sotto le macerie. Le operazioni di soccorso, disturbate dalla pioggia battente, sono durate oltre un’ora ma alla fine gli uomini del 115 sono riusciti a estrarre dalle macerie il padrone di casa, Andrea Girardi, 53 anni, coltivatore. Poco distante è stato soccorso anche Stefano Morelli, 54 anni, operaio che al momento dell’esplosione si trovava a pochi metri dal muretto della proprietà di Girardi. L’onda d’urto lo ha catapultato lontano di qualche metro. Dal suo cellulare è partita la richiesta di aiuto. L’operaio ha infatti chiamato subito la moglie per tranquillizzarla e dirle di chiamare i soccorsi. Nel frattempo, però, proprio a causa dell’incredibile boato avvertito a chilometri di distanza, le forze dell’ordine e di sicurezza erano già state allertate. L’uomo ha riportato ferite di lieve entità a causa dei detriti dell’edificio che lo hanno investito. Per Girardi, trasportato in ambulanza all’ospedale di Cona, la situazione è più grave ma non è in pericolo. Un secondo mezzo del 112 ha soccorso invece Morelli.
Sul posto si sono portati anche i carabinieri di Portomaggiore e i tecnici dell’Enel che hanno isolato la zona attorno all’edificio. I vigili del fuoco hanno recintato l’area ed eseguito i primi rilievi, dai quali al momento è emersa come ipotesi più probabile dell’esplosione quella di una fuga di gas da una bombola.
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