Cronaca
23 Maggio 2013
Calderoni: “La situazione è di attenzione e non di preoccupazione”

La piena del Po verso il mare

di Redazione | 2 min

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adminLa piena del grande fiume sta passando senza particolari danni. Il colmo di piena del Po ha raggiunto nel corso della notte la sezione di Pontelagoscuro e il Delta del Po con valori prossimi o poco superiori alla soglia 3. A Pontelagoscuro il colmo è transitato con 2,35 metri sullo zero idrometrico e ad Ariano (Po di Goro) con 3.12 m s.z.i. (elevata criticità).

Fino al rientro sotto le soglie di criticità l’Aipo sconsiglia per motivi di sicurezza la navigazione da diporto e raccomanda attenzione e prudenza nelle aree golenali aperte e in generale nelle zone prospicienti il fiume.

Prosegue l’azione di monitoraggio e controllo da parte di Aipo, in coordinamento con i Centri funzionali delle Regioni, le strutture della Protezione Civile, gli Enti locali e gli altri Enti preposti.

Già ieri, nel corso della riunione in prefettura a Ferrara tra Aipo, Comune e Provincia di Ferrara provincia e prefettura (oggi era prevista una nuova riunione con i sindaci dei comuni rivieraschi e le associazioni di protezione civile del territorio) l’emergenza era rientrata. “La situazione è abbastanza tranquilla – confermava sempre ieri l’assessore provinciale Stefanio Calderoni -; siamo di fronte a un evento a suo modo spettacolare perché, a differenza degli ani passati, stiamo assistendo a una piena che durerà diversi giorni”.

A rassicurare gli addetti ai lavori contribuiscono tre fattori. In primo luogo “siamo due metri sotto al livello della piena del 2000 a livello idrometrico – spiega Calderoni -; il livello di massima allerta è 5 metri sopra. Infine vi è una scarsissima presenza di fluttuanti, residui e detriti che potrebbero altrimenti accatastarsi e fare il classico effetto diga contro il normale scorrimento delle acque”.

Non preoccupano nemmeno eventuali piogge, “non in grado di determinare un carico idrico significativo”. Un elemento ancora da valutare è l’eventualità che il mare non riesce a ricevere l’acqua in uscita dal fiume a causa dei venti. Anche la situazione dei fontanazzi “storici” (una quindicina tra Bondeno e Goro già cartografati negli anni scorsi) è sostanzialmente immutata. “Ci stiamo concentrando sui luoghi critici – chiude l’assessore – e possiamo dire che la situazione è di attenzione e non di preoccupazione”.

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