Le straordinarie note sacre dello Stabat Mater e del Gloria di Antonio Vivaldi inonderanno le navate della cattedrale di Ferrara domenica 26 maggio alle 21.
L’iniziativa porta la firma dell’associazione estense Bal’danza, che ha voluto così compiere un gesto di solidarietà a un anno dal sisma e all’insegna della musica e della cultura.
Il ricavato della serata sarà, per volere degli organizzatori, consegnato nelle mani dell’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Luigi Negri, per destinarli alle opere di ricostruzione o per situazioni di bisogno.
Un concerto, dunque, che vedrà impegnati oltre 60 artisti fra voci ed orchestrali, provenienti da diverse formazioni: l’orchestra Città di Ferrara, la grande orchestra Città di Ravenna ed il coro polifonico di Santo Spirito.
Numerosissime le sigle fra istituzioni ed associazioni che hanno dato il loro placet alla manifestazione: le Province di Ravenna e Ferrara, il Comune, il Teatro comunale e il conservatorio di Ferrara, l’arcidiocesi, Ascom, la Regione Emilia-Romagna, il ministero per i Beni e le Attività culturali, Radio vaticana, Fondazione Carife, Unindustria, i pontifici Istituto di musica sacra e Consiglio della cultura, oltre a Musica in rete, associazione musicale Diapason, Ferrariae Decus, Creator, Ocf e Confederatio Oratorii S. Philippe Nerii.
“Una serata che vuole coniugare solidarietà e cultura – ha detto il direttore artistico di Bal’danza Romano Valentini – perché anche un’occasione come la memoria del doloroso sisma di un anno fa possa essere occasione per rilanciare e promuovere Ferrara”.
Messaggio condiviso al cento per cento da Giulio Felloni, Ascom, che ha ringraziato gli organizzatori per avere pensato ad un appuntamento che aiuta a promuovere la cultura e l’arte di Ferrara.
Il forte intreccio fra i motivi culturali e solidaristici dell’iniziativa sono stati messi in evidenza anche dalla vicepresidente della Provincia, Carlotta Gaiani, e la frase del direttore musicale del Teatro alla Scala, Daniel Baremboim, cui si sono ispirati i soci di Bal’danza ne descrive bene lo spirito: “La musica ci insegna che tutto, nella vita, è collegato”.
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