Lettere al Direttore
22 Maggio 2013

La “Legge 194” dopo 35 anni

di Redazione | 2 min

Il 22 maggio di trentacinque anni fa… veniva approvata la Legge che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale (L. 833/78) e la legge sull’Interruzione di gravidanza (L.194/78), un contesto, dove già erano operanti i Consultori (Legge 405/75).

La “Legge 194” è stata conquistata dopo decenni di lotte delle donne per contrastare l’aborto clandestino.

Il bilancio è positivo perché la legge

•          ha consentito l’emersione del fenomeno aborto e l’arresto delle tante morti dovute ad interventi in luoghi improvvisati;

•          ha restituito dignità e libertà di scelta alla donna;

•          ha fatto scendere drasticamente il numero delle IVG;

•          ha permesso di parlare di salute riproduttiva nei Consultori e di informare milioni di donne, rendendole più consapevoli.

E’ negativo invece l’aspetto che riguarda l’alto numero di obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che impedisce la piena applicazione della Legge 194 e dell’IVG, anche nella nostra provincia.

L’UDI contrasta l’abuso dell’obiezione di coscienza, spesso di comodo.

Afferma che la struttura pubblica sanitaria ha l’obbligo di garantire gli interventi di gravidanza siano essi volontari o terapeutici;.

Afferma la sovranità delle donne sul proprio corpo e la propria vita.

L’impegno dell’UDI non è finito perché l’applicazione della “194”, legge dello Stato, è sempre a rischio e i Consultori necessitano di un pieno funzionamento, in particolare per quanto riguarda la prevenzione, l’educazione alla sessualità responsabile, alla salute riproduttiva e alla contraccezione, con particolare attenzione ai giovani nelle scuole.

Riaffermiamo quindi, ancora una volta, l’importanza di innovare e rafforzare i Consultori, i Centri Salute Donna, l’integrazione fra i servizi sociali e la realizzazione di un sistema di azioni efficaci per sostenere la procreazione e la genitorialità, così da rimuovere gli ostacoli che si frappongono alle scelte di procreazione e consentire ai giovani di impegnarsi nella costruzione delle loro scelte di vita.

Udi Ferrara

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