Lettere al Direttore
23 Maggio 2013

Il vescovo dopo l’incontro con papa Francesco

di Redazione | 2 min

Carissimi figli della Chiesa particolare di Ferrara-Comacchio,

ho potuto partecipare sabato 18 maggio al grande evento dell’incontro fra Papa Francesco e gli oltre 200.000 giovani appartenenti alle più diverse e vive esperienze ecclesiali. Ne sono rimasto profondamente colpito. Esprimo la mia più profonda ammirazione per Papa Francesco e la mia incondizionata adesione alle direttive culturali e pastorali che egli ha proposto ai giovani.

Col messaggio ecclesiale formulato in modo profondo, commovente e semplice, Papa Francesco invita la Chiesa a concepire e a vivere la novità di vita cristiana che costituisce la sua identità profonda e la ragione della sua missione. Il Papa evoca ancora una volta, e in modo mirabile, quell’immagine di Chiesa che vive nella missione e per la missione o, come ci ricordava il Beato Giovanni Paolo II, una Chiesa che si autorealizza nella missione. Accettiamo questa sfida nella nostra vita personale e comunitaria, impegnandoci nella grande missione quotidiana a testimoniare Cristo di fronte agli uomini del nostro tempo per portare lo stesso Cristo fino a loro, dentro gli spazi della loro vita quotidiana tante volte segnata dalla difficoltà, dalla povertà, dalle illusioni e dalle inevitabili delusioni.

Intendo assumermi la responsabilità di guidare questa Chiesa nel solco della missione quotidiana così efficacemente evocata da Papa Francesco, portando Gesù Cristo agli uomini senza discriminazioni o esclusioni; ed ho la certezza che Cristo, Via, Verità e Vita, costituisce la risposta profonda e definitiva ai desideri e alle esigenze fondamentali del cuore degli uomini di questo tempo.

La Chiesa di Ferrara-Comacchio sappia che, appoggiati alla presenza forte e limpida di Papa Francesco, sapremo percorrere questa fase nuova della nostra vita e risentire il fascino dell’incontro con gli uomini in questo nostro tempo così povero, nei vari aspetti che la povertà assume: certamente quello materiale ma non meno quello spirituale e culturale.

Affidiamo questa fase della nostra Chiesa alla protezione della Beata Vergine delle Grazie, perché ci sostenga nella missione come ha sostenuto quella del Figlio di Dio affidato alla sua cura vigile ed amorevole. I contenuti della missione, della cultura e della carità costituiranno anche il filo conduttore degli incontri che terrò mensilmente con i giovani della nostra Diocesi a partire dal mese di ottobre.

Affidiamoci alla presenza e alla testimonianza forte di Papa Francesco cui assicuriamo la nostra incondizionata adesione e devozione. Benedico tutti di cuore

Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio

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