Anche Ferrara si schiera contro il gioco d’azzardo, aderendo al Manifesto dei sindaci che ne chiede una più rigorosa regolamentazione. Il testo, elaborato dal coordinamento regionale unitario Anci, Upi, Uncem e Legautonomie dell’Emilia Romagna, sottolinea la necessità di interventi sia sul piano normativo che su quello educativo, culturale, d’informazione e formazione contro un fenomeno che crea dipendenza, distrugge le relazioni familiari e compromette lo sviluppo armonico dei più giovani.
Con il Manifesto, i sindaci chiedono in particolare una nuova legge quadro nazionale, fondata sulla riduzione dell’offerta e il contenimento dell’accesso, oltre che su un’adeguata informazione e attività di prevenzione e cura. La legge dovrebbe in particolare contemplare la ridefinizione delle procedure autorizzatorie e ricondurre in un ambito di gestione e controllo il ruolo e le competenze dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli; dovrebbe inoltre realmente impedire l’accesso dei minori ai giochi d’azzardo, intervenire per rendere la tassazione sui giochi più equa rispetto a tutte le altre tassazioni, prevedere un controllo più rigoroso dei flussi di denaro e nei confronti dei concessionari, e prevedere una moratoria per l’installazione di nuovi giochi e l’apertura di nuove sale gioco.
Dal Manifesto giunge infine la sollecitazione per leggi regionali specifiche e per l’assegnazione ai sindaci e alle Giunte comunali di un reale potere di controllo sulla diffusione e l’utilizzo dei numerosi strumenti di gioco sul proprio territorio, non solo per ragioni di ordine pubblico e di sicurezza, ma in virtù della responsabilità sanitaria che compete ai sindaci stessi.
L’adesione al Manifesto, approvata stamani dalla Giunta, sarà presto sottoposta anche alla ratifica del Consiglio comunale.
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