Erano almeno 300 i lavoratori degli stabilimenti Berco di Copparo e di Busano Canavese (Torino) che hanno manifestato oggi pomeriggio (20 maggio) davanti al ministero dello Sviluppo Economico dove alle 15 è iniziato l’incontro tra il governo e le parti sociali, dopo l’apertura della procedura di mobilità per 611 lavoratori da parte dell’azienda e l’annuncio della chiusura dei due stabilimenti.
Alla riunione è presente il ministro Flavio Zanonato, i rappresentanti della Thyssen (il gruppo tedesco di cui la Berco fa parte), l’assessore regionale al Lavoro del Piemonte, Claudia Porchietto, i rappresentanti della Regione Emilia Romagna, dei sindacati e del Parlamento, l’assessore provinciale Caterina Ferri e il sindaco di Copparo Nicola Rossi. I lavoratori si sono presentati con cartelli al collo che formano la scritta “La Berco siamo noi” e gli striscioni dei consigli di fabbrica.
Anche il Movimento 5 Stelle si è schierato al fianco dei lavoratori della Berco. Dopo l’interrogazione a risposta scritta depositata alla Camera il 30 aprile dal deputato Vittorio Ferraresi, nella quale si chiedeva al governo “di intevenire per bloccare la mobilità e di effettuare un sondaggio per indirizzare una eventuale vendita verso acquirenti interessati a prendere in carico le linee produttive, piuttosto che dismettere a società concorrenti con propri stabilimenti interessate solo a chiudere stabilimenti, acquisendo la quota di mercato” i parlamentari del Movimento 5 Stelle si sono attivati anche oggi. Lo hanno fatto in prima persona su due fronti. Ferraresi è stato al fianco del presidio dei lavoratori a Copparo, mentre una delegazione di parlamentari a 5 stelle, guidata da Sara Paglini e Nunzia Catalfo capogruppo e segretaria in Commissione Lavoro al Senato, hanno partecipato al presidio presso il Ministero per lo Sviluppo Economico. Paglini e Catalfo hanno anche partecipato all’incontro promosso tra le parti all’interno del Ministero. “Il ministro Zanonato non ha ancora risposto alla interrogazione che è stata presentata”, ha tuonato Vittorio Ferraresi. Ferraresi e la Paglini incontrando gli oltre trecento lavoratori giunti da Copparo, Castelfranco, Busano, hanno ricordato che la “Thyssen Krupp dopo aver esaurito la Cassa Integrazione Guadagni e la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria ha dichiarato di non aver un piano industriale ed è passata alle vie di fatto mettendo in mobilità 611 dipendenti”. “Una situazione insostenibile e vergognosa dal momento che alla Berco causa questa politica scellerata sono stati già dichiarati dai nuovi dirigenti “taglia teste” ben 611 esuberi. Solo a Copparo in provincia di Ferrara si parla di 420 dipendenti, ai quali aggiungere 110 lavoratori dello stabilimento di Castelfranco Veneto nel trevigiano, inoltre si intende chiudere del tutto lo stabilimento di Busano Canavese (Torino) che ha 75 addetti. A questi si aggiunge la richiesta di licenziare una decina di dipendenti in quello di Sasso Morelli nell’imolese”. “La nomina di Franco Tatò come amministratore delegato è tutto dire…” attacca Ferraresi. “Il nostro impegno non finisce con le interrogazioni e la presenza ai presidi- spiegano Paglini, Catalfo e Ferraresi- proseguirà all’interno delle apposite Commissioni e in parlamento. Le testimonianze che abbiamo raccolto direttamente dai lavoratori sono drammatiche. Dipingono un quadro di violazioni di diritti molto gravi”.
Sul futuro della Berco si registra intanto anche l’intervento della senatrice ferrarese Naria Teresa Bertuzzi, anche lei presente all’incontro, durante il quale cercherà di far comprendere ai vertici della Thyssen Krupp quale patrimonio rappresenti Berco per Copparo, per l’intera provincia di Ferrara, per il Paese. “Dietro quei freddi numeri – ha commentato la senatrice ex sindaco di Copparo – ci sono saperi e competenze, spazi di innovazione e crescita. C’è tanto futuro”. E ricorda la preoccupazione del padre, lavoratore Berco, “quando parole come crisi, sciopero, licenziamenti volevano dire per noi ragazzi silenzi, musi lunghi, ristrettezze, paura”. “Oggi, da adulta, quelle parole sono ancora più trancianti, perché evocano drammi personali, ma anche il destino di un’intera comunità, che insieme e intorno alla Berco, è cresciuta economicamente e soprattutto socialmente, attivando quei meccanismi di mobilità sociale di cui le nostre generazioni hanno beneficiato, rafforzando sentimenti di solidarietà, coesione e uguaglianza diffusi in modo capillare nella comunità copparese, e non solo, che sono stati per decenni la linfa del nostro stare insieme. Berco è diventata azienda leader nel mondo anche per il lavoro, le professionalità, la creatività degli uomini e delle donne che vi hanno dedicato la vita, in un contesto sociale e istituzionale che ne ha accompagnato lo sviluppo. Lo slogan La Berco siamo noi, con cui gli operai in questi giorni manifestano, non ha nulla di retorico, è di una verità disarmante e su questa verità ognuno, nel proprio ruolo, darà il proprio contributo per superare questa difficile crisi”.
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