
(foto di Matilde Morselli)
di Anja Rossi
Ad un anno dal terremoto, l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e il Comune di Ferrara si incontrano per promuovere due appuntamenti, sollecitare l’opinione pubblica e far riflettere riguardo allo stato degli edifici di culto della città. Presenti all’incontro monsignor Luigi Negri arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Aldo Modonesi assessore ai Lavori pubblici, Aniello Zamboni e don Stefano Zanella direttore e vicedirettore dell’ufficio Arte sacra dell’Arcidiocesi, Maria Luisa Pacelli responsabile scientifico della Fondazione Ferrara arte, Giovanni Sassu dei Musei civici di arte antica di Ferrara e Francesco Scafuri responsabile dell’Ufficio ricerche storiche del Comune di Ferrara.
“Le chiese di Ferrara dopo il terremoto. Memoria e ricostruzione” inizia lunedì 20 maggio alle ore 21 con “Il silenzio nelle Chiese”, l’itinerario con sosta dinanzi gli edifici di culto chiusi per inagibilità, illustrati nella loro rilevanza storica e nei tesori artistici presenti al loro interno da Giovanni Sassu e Francesco Scafuri. Don Stefano Zanella spiega come questa iniziativa voglia essere “un’analisi della perdita, la rilevanza anche culturale di ciò che è stato negato alla vista e alla devozione”. La partenza è a Santo Stefano con prosecuzione per San Domenico, la Chiesa del Gesù, Santa Maria della pietà (Teatini) ed conclusione in Cattedrale alle 22 con celebrazione eucaristica di monsignor Luigi Negri, in memoria delle vittime del sisma e in ringraziamento di quanti hanno prestato soccorso in quei giorni. “La pazienza della ricostruzione” è invece il tema di mercoledì 29 maggio, dedicato alla fatica della ricostruzione e alla conoscenza del lavoro già svolto e quello ancora da fare per riaprire le chiese. Alle ore 9 presso il palazzo Bonacossi ci sarà una conferenza su Ferrara e le sue chiese dopo il terremoto con i saluti di mons. Luigi Negri e del sindaco Tiziano Tagliani. Intervengono per l’occasione Carla Di Francesco, il geologo Marco Stefani, Emanuela Guidoboni e don Stefano Zanella. Segue alle 17 sempre al palazzo Bonacossi la presentazione della mostra Immagine e persuasione. Capolavori del Seicento dalle chiese di Ferrara colpite dal terremoto, che verrà inaugurato il 14 settembre 2013 dalla Fondazione Ferrara arte e dal Seminario arcivescovile di Ferrara. Per Sassu “non tutti conoscono il barocco ferrarese. Molti credono che dopo gli Estensi non si sia più stato nulla perciò la cultura può unirsi alla ricostruzione attraverso la memoria” e per Maria Luisa Pacelli “all’artista seicentesco Zurbarán che sarà in mostra a palazzo Diamanti il prossimo autunno è stato affiancato – in contemporanea – qualcosa di fortemente significativo per la città”.
Oltre alla presentazione degli eventi, si è fatto il punto della situazione, sottolineando come da parte dell’Arcidiocesi non si voglia intendere che l’emergenza diventi la normalità, evidenziando da parte di Negri come questo “non tocca solo le chiese ma tutto ciò che è essenziale per il nostro popolo e una normativa che cambia continuamente deve essere invece pensata e attuata in funzione di una celerità, che è anche eticamente necessaria. Bisogna sveltire la burocrazia e dobbiamo essere aiutati a non perdere altro tempo, perché i soldi servono in terra e non in cielo”.
Si attendono dunque i costi ufficiali di restauro, che dovrebbero arrivare il 20 maggio. “Da una valutazione tecnica ‘a vista’ – spiega don Zanella – il costo ammonta a 77.281.483 euro di spesa, comprensiva di 4.250.000 euro di chiese e case canoniche considerate fuori dal cratere del sisma e quindi detta somma non è finanziabile secondo la legge regionale di dicembre”. “Una pazienza che non deve diventare fatalismo” afferma Negri, mentre Modonesi sottolinea “l’impazienza per la pubblicazione del Piano delle opere pubbliche, con la quale si uscirà dall’emergenza per entrare in una nuova fase”.
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