Lettere al Direttore
13 Maggio 2013

Nei siti petrolchimici aumentano i tumori

di Redazione | 3 min

Arrivano i primi risultati dello studio SENTIERI, condotto dall’ISS (Istituto Superiore Sanità) su 23 dei 44 SIN, siti di interesse nazionale, dei quali Ferrara non fa parte, diversamente da Mantova e Marghera, per volontà del Pd e dei sindacati locali, politicamente subalterni alle grandi aziende del petrolchimico. Ma anche i ferraresi subiscono le conseguenze di chi vive o lavora nei pressi dei SIN. Lo studio ha analizzato la mortalità nei dintorni dei siti industriali serviti da un Registro Tumori accreditato dall’AIRTUM (17 Registri Generali e 6 Registri Tumori Infantili). L’indagine ha riguardato 2 milioni di persone. Il periodo studiato è 1996-2005. L’incidenza dei tumori rilevata in ogni SIN è stata confrontata con quella prevista in base al pool dei Registri italiani.

Nell’insieme dei 23 SIN sono stati diagnosticati 57.391 casi di tumore negli uomini e 49.058 nelle donne, rispettivamente 9% e 7% in più rispetto a quanto previsto. A questo dato contribuiscono, in entrambi i generi, i tumori maligni di esofago, colon-retto, fegato, colecisti e vie biliari, pancreas, laringe, polmone, pelle (melanomi), rene e vie urinarie, vescica e linfoma non Hodgkin. Negli uomini, inoltre, si osservano eccessi di mesotelioma e tumori maligni di prostata, testicolo ed encefalo; fra le donne, tumori maligni della mammella, del sistema linfoemopoietico nel suo complesso e, in particolare, della leucemia mieloide cronica. Compito di ISS-AIRTUM è ora capire quale sia il contributo dell’inquinamento ambientale all’incremento osservato per alcune sedi tumorali.

Tra i siti studiati interessa il petrolchimico di Mantova, paragonabile al nostro. Nel 2003 era stato pubblicato lo studio sull’associazione tra STS (sarcoma tessuti molli) e la residenza in prossimità dell’inceneritore di rifiuti industriali. L’indagine, relativa al periodo 1989-98, aveva misurato, per i STS viscerali e non, confermati istologicamente, un aumento di rischio tra i residenti entro 2 km dall’inceneritore di rifiuti, potenziale fonte di emissione di TCDD (tetraclorodibenzo-p-diossina). L’incidenza dei STS, per gli anni 1984-1997, è risultata più che doppia rispetto ai dati dei Registri italiani. Nel 2004 erano stati proposti nuovi studi nell’area. Sempre a Mantova i lavoratori del petrolchimico, reparto stirene, erano stati oggetto di uno studio di coorte presentato nel 1996 al Convegno dell’International Commission on Occupational Health. Ora per Mantova SENTIERI raccomanda l’aggiornamento dello studio di coorte degli addetti del petrolchimico e la conduzione dello studio di coorte dei residenti del Comune.

Perché a Ferrara Asl e Comune non conducono analoghe indagini, che Ppf chieda da anni?

L’elevata incidenza di certi tumori nel territorio ferrarese è al top nazionale, in base alle statistiche regionali sulle cause di morte. Ferrara ha un petrolchimico, due turbogas, un mega inceneritore come Mantova, ma non è un SIN. Chi amministra dovrebbe indagare, applicare il principio di precauzione e bloccare ogni iniziativa che aumenti la pressione ambientale e sanitaria, già elevata. Tagliani ed il Pd dovrebbero fermare i nuovi progetti impattanti (come la finta centrale geotermica di Hera) e praticare politiche atte a ridurre le fonti inquinanti (come l’inceneritore dei rifiuti di Hera).

Valentino Tavolazzi, Consigliere comunale Progetto per Ferrara

 

Per ulteriori informazioni:

http://www.epiprev.it/sites/default/files/EP2011Sentieri2_lr_bis.pdf

http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2011/inquinamento/Rapporto%20SIN%20Italy.pdf

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