
(immagine di archivio)
Ostellato. Si torna a parlare di sicurezza stradale, il giorno dopo il tragico incidente di Arianna Alberighi (vai all’articolo), la diciottenne di Tresigallo che ha perso la guida venerdì sera, mentre si trovava alla guida della sua Fiat Punto lungo la strada provinciale che collega Copparo a Francolino. A metter sotto accusa le amministrazioni del territorio è infatti Luigi Antonio Ciannilli, presidente del comitato per la sicurezza stradale F. Paglierini, che in una dura lettera rivolta alla presidente della Provincia e ai sindaci della zona, chiama in causa “la coltre vergognosa di silenzi” con cui in questi anni si sarebbe coperto il problema dei morti sulle strade.
“In data 7 e 21 aprile scorso – è l’attacco di Ciannilli – vi abbiamo fatto recapitare l’ennesima sollecitazione al problema “sicurezza sulle strade”. Ma presi da un miliardo di altri problemi assai più importanti, ormai, neppure ci rispondete più. Sicuri che il popolo, il cittadino, urla e strepita se gli piazzate un velox, un tutor, che gli tocca il portafogli ma non se gli si “ammazza” un figlio o una figlia, un marito o una moglie, un padre o una madre per superficialità e irresponsabilità del gestore della strada. Ma, come abbiamo ripetuto ormai un miliardo di volte, la morte sulle strade non guarda e non fa sconti a nessuno. E quando arriva, arriva senza preavvisare nessuno. È semplicemente vergognosa la scia di sangue e di morte che continua – nonostante addirittura i progressi fatti dal 1998 a oggi – a inondare le strade di ogni ordine e grado della nostra Provincia. Vergognosa non per nostre dichiarazioni ma per quanto ci viene confermato dall’Europa e dal resto d’Italia – che non può certo vantarsi di essere modello da imitare in questo campo”.
Il presidente del comitato per la sicurezza cita infatti alcune cifre sulla mortalità nelle strade, evidenziando come la media sul territorio ferrarese sia drammaticamente al di sopra di quanto non avvenga fuori dalla provincia e dall’Italia: “3,6 morti ogni 100mila abitanti sulle strade irlandesi nel 2011 rispetto ai: 4,2 della media Ue; 6,49 dell’Italia; 8,97 della Regione Emilia Romagna e i 9,72 della Provincia di Ferrara”. Numeri che, secondo Ciannilli, sarebbero stati in gran parte ignorati dagli enti locali, concentrati su altri temi e frenati dalle difficoltà burocratiche: “Più e più volte abbiamo manifestato e dimostrato a tutti voi, sulle esperienze di questi anni maturate da decine e decine di associazioni di volontariato sparse in tutt’Italia e in Europa (che nulla vi costano e nulla vi hanno mai chiesto), che addirittura a costi zero (o perfino avendo utili) è possibile ridurre e ridimensionare a livelli fisiologici queste tragedie. Ma, tranne rarissime eccezioni, e nonostante i positivi esperimenti messi in atto da qualche parte – non solo sul fronte della ‘repressione’ – la burocrazia che vi stritola e la convinzione (prima di tutto in voi stessi) che si tratti di “fatalità”, ancora vincono sul buonsenso e il cambio di passo che problemi ‘eccezionali’ richiedono di adottare”.
Caso vuole che il Comune di Ostellato fosse finito al centro dell’attenzione, per quanto riguarda la sicurezza stradale, nel 2006, quando toccò il record europeo di morti per incidenti stradali in Europa. In quell’occasione partì spontaneamente una raccolta firme tra la popolazione, in cui fu coinvolto anche il comitato F. Paglierini, per sollecitare più attenzione sul problema. Nell’esprimere le proprie condoglianze alla famiglia di Arianna, il cui padre, Augusto Alberighi, è da quindici anni comandante della polizia municipale di Ostellato, Ciannilli riprende quell’episodio, chiedendo alle istituzioni di non dimenticare “la carneficina sulle strade della provincia”, e di coinvolgere la popolazione per trovare soluzioni efficaci.
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