“Abbiamo chiesto al Governo ed ai Ministri di impegnarsi per impedire il corso della procedura di mobilità, chiedere alla società LyondellBasell un chiaro piano industriale in cui risulti esplicitata la logica di prospettiva della drastica riduzione del personale del centro ricerca”. Continua l’impegno di Vittorio Ferraresi, neo-deputato del Movimento 5 Stelle, contro i licenziamenti annunciati da Basell nel centro ricerche Natta di Ferrara. Il parlamentare ha infatti depositato una interrogazione rivolta alla Presidenza del Consiglio e ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, perchè il Governo intervenga sull’emergenza del petrolchimico estense.
“Mentre il lavoro è diventata la prima emergenza del Paese – spiega Ferraresi – a causa del perdurare della crisi del sistema produttivo, Basell alla fine dell’anno passato ha reso nota l’intenzione di licenziare 105 dipendenti e ridurre di un quarto il budget della ricerca effettuata nel laboratorio “Giulio Natta”. La multinazionale LyondellBasell, che ha sede a Rotterdam e che controlla l’impianto ferrarese, è il terzo più grande produttore chimico indipendente nel mondo. Produce oggi in 58 siti sparsi in 18 paesi e ha un fatturato annuo di circa 45 miliardi dollari con oltre 13.000 dipendenti. Non risente della crisi tanto che l’utile netto nel primo trimestre 2013 è aumentato del 44 per cento rispetto al quarto trimestre 2012; ma evidentemente non le basta. La necessità di garantire dividendi agli azionisti non può tener conto dei posti di lavoro”.
La decisione di aprire una procedura di mobilità si scontra infatti con la florida situazione economica della multinazionale, che ha nel centro di ricerche ferrarese uno degli assets strategici più importanti. “Il Centro Ricerche “G. Natta” – continua Ferraresi – rappresenta un caso di eccellenza nel panorama industriale italiano e si colloca ai vertici più alti a livello mondiale. Oggi vi lavorano circa 500 dipendenti”. Un motivo in più secondo il deputato per investire in nuovi progetti, piuttosto che tagliare i dipendenti, sfruttando anche le competenze già acquisite sul territorio ferrarese. “Come dice Vittorio Ghisolfi, patron della seconda industria chimica italiana, “La petrolchimica italiana è finita da tempo schiacciata dalla concorrenza mondiale. Quella europea si occupa principalmente del farmaceutico, noi siamo convinti che la chimica verde potrà rilanciare l’Italia nel mondo”. Esiste quindi spazio per una nuova chimica di ricerca, progetti, processi, dettata dalla consapevolezza di un limite nel consumo di risorse e nella produzione di merci. Occorre entrare in una prospettiva di futuro e giocare un ruolo primario nella riconversione di vecchie tecnologie in nuovi processi puliti e nella progettazione di nuovi prodotti eco-compatibili. L’ipotesi di ridurre il potenziale di ricerca del “G.Natta” di Ferrara da parte LyondellBasell rappresenta un grave rischio sotto l’aspetto delle opportunità e dell’innovazione industriale per tutto il Paese”.
Tutti motivi per cui la vicenda Basell merita una vetrina più importante di quella puramente locale, e l’impegno del governo centrale è indispensabile per una buona riuscita della trattativa in corso tra azienda, sindacati ed enti locali. “Al tavolo regionale sulla vertenza Basell, del marzo scorso, si era raggiunto un accordo che stabiliva la sospensione temporanea della mobilità, con l’impegno di riunirsi di nuovo il 10 maggio, tra pochi giorni, e son l’interrogazione abbiamo voluto portare il caso all’attenzione del Governo nazionale. Da anni tutte le associazioni ambientaliste e Comitati di cittadini ferraresi sostengono che bisogna proseguire con l ’operazione di bonifica dei terreni del petrolchimico, sia delle matrici superficiali che della falda più profonda; le competenze nel polo chimico non mancano, possono essere diversamente indirizzate. Si è quindi chiesto al Governo ed ai Ministri di impegnarsi per impedire il corso della procedura di mobilità, chiedere alla società LyondellBasell un chiaro piano industriale in cui risulti esplicitata la logica di prospettiva della drastica riduzione del personale del centro ricerca. Si è chiesto di sapere quali misure il Governo intenda attuare al fine di favorire lo sviluppo di un programma di bonifica ambientale, rivalorizzazione, riconversione del Petrolchimico di Ferrara, per indirizzarlo verso un nuovo polo tecnologico specializzato soprattutto nella cosiddetta ‘chimica verde’, che valorizzi le eccellenze di professionalità, logistica, coesione sociale presenti nel territorio ed offra una concreta prospettiva di sviluppo, capace di attrarre nuovi investimenti e di sostenere l’occupazione”.
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