«Le direzioni sanitarie devono raccontarci la verità, punto e basta. Ci dicano quello che sarà tagliato e dove. Non è più possibile che sappiamo le cose a metà, per gradi, soprattutto perché hanno ricadute sulla gente, che sta perdendo fiducia nei professionisti, che per senso di responsabilità lavorano ormai al limite della deontologia». E’ quanto hanno chiesto i medici di Ferrara che hanno preso parte all’incontro, animato, tenutosi martedì all’Hotel Duca d’Este. Organizzato dall’Ordine dei Medici presieduto da Bruno Di Lascio e da Anaao, coi vertici Pierluigi Api (Azienda Ospedaliera) e Marco Lodi (Azienda Usl), il summit aveva uno scopo ben preciso: «Unire le forze perché vogliamo tutti la stessa cosa: salvare la vita dei pazienti e salvaguardare la dignità dei professionisti».
Sul tavolo, il taglio di 30 milioni di euro – sui 260milioni a livello regionale – per la sanità ferrarese nel 2013 e le conseguenti sforbiciate in termini di posti letto (anche sulla scorta della legge in vigore, che ne prevede 3.7 ogni 1000 abitanti rispetto ai quasi 5 attuali) e personale. Le incertezze relative ai pensionamenti, alle sostituzioni per gravidanza, al rinnovo dei precari. «Oltre allo spreco derivato dal mancato utilizzo di apparecchiature importanti, come ad esempio l’acceleratore per la Iort», ha aggiunto Api. In sintesi: la sicurezza dei professionisti e dei pazienti, che oggi, secondo Ordine e Anaao, potrebbe essere messa a rischio. Tra i punti chiave dell’incontro, l’articolo 70 del codice deontologico, che impone ai medici di lavorare in regime di sicurezza.
«Questo, con i carichi di lavoro imposti, non avviene più. Le conseguenze, però, sono soltanto nostre, perché il Magistrato, se sbagliamo, giudica il nostro operato», ha chiarito Di Lascio. E l’errore, ha detto qualcuno tra i presenti, con la stanchezza e lo stress, è forse più facile.
La conclusione, concordata tra relatori e pubblico, si è tradotta in un avvertimento all’attuale gestione di Ausl e Usl che l’Ordine dei Medici, anche per conto di Anaao, ufficializzerà in conferenza sanitaria territoriale. «Se questa volta non ci daranno una risposta definitiva, su tutto, diremo basta. Basta a questo marasma. Siamo stanchi di mettere a rischio la nostra credibilità per chi, pur essendo medico, come medici sono i direttori generali, vuole continuare a farci credere, e a fare credere ai cittadini, che pur coi tagli non cambia la qualità delle prestazioni. Questo non è vero». E il continuo appello all’articolo 70 del Codice, alla fine, suona come un avvertimento.
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