Masi Torello. Il comitato per lo sviluppo sostenibile dei Masi esprime la sua forte preoccupazione per la richiesta di modifica dei valori limite di emissione in atmosfera della centrale e per la domanda, da parte di Agricola 2000, azienda che possiede la proprietà dell’impianto, di integrare l’alimentazione della centrale con residui agroalimentari industriali (vai all’articolo).
A dirlo è lo stesso comitato, che con un comunicato stampa dichiara che “come più volte ribadito pubblicamente in fase di costruzione della centrale, l’alimentazione della stessa doveva avvenire tramite uso esclusivo di mais, triticale e liquame solo in fase di start up. L’azienda ora domanda di integrare le materie prime utilizzate dall’impianto con residui agroindustriali vegetali quali: farina e purea di cereali, crusca di cereali, tritello, cereali spezzati, residui dalla lavorazione di ortofrutta, buccia di patate, di pomodoro, vinacce, ortofrutta di scarto, melasso, polpe di barbabietole pressate. Questo è quanto realmente risulta richiesto in Provincia da parte di Agricola 2000 a distanza di pochi mesi dall’apertura dell’impianto. E non solo le materie dichiarate nell’articolo con un vago ‘eccetera’”.
La richiesta, sulla quale il comitato ha già espresso la sua perplessità durante la conferenza dei servizi dello scorso 19 marzo, in quanto “molti tra questi materiali sono fortemente odorigeni”.
“Altro motivo di preoccupazione – prosegue il comitato – è il venir meno delle garanzie spese in merito al volume del traffico da e per la centrale. Tali materie prime, infatti, proverebbero non da terreni adiacenti all’impianto ma da altri siti, causando un aggravio nella circolazione sulle già precarie strade che attraversano il paese, diversamente da quanto dichiarato al momento del rilascio dell’autorizzazione unica. Anche per questo è stato richiesto dal Comune un piano del traffico”.
Il comitato attacca poi le scelte di Luca Colombarini, legale rappresentante di Agricola 2000: “Il signor Colombarini chiede collaborazione e promette trasparenza, ma si dimentica di portare a conoscenza la cittadinanza delle modifiche realmente richieste, in contrasto con gli impegni a suo tempo pubblicamente assunti. Non solo, quando i cittadini gli hanno chiesto di delocalizzare la centrale, quando furono rifiutati i relatori di controparte proposti dal comitato nell’assemblea organizzata da Agricola 2000 il 21 dicembre 2011, e ancora quando successivamente fu vanificata la proposta di formazione di un comitato paritetico di controllo sulla centrale, dov’era lo spirito di collaborazione ora declamato da Colombarini? L’impressione è quella che il titolare di Agricola 2000 si ricordi di collaborare con la cittadinanza solo quando deve poi imporgli qualche nuovo gravoso onere”.
“In questa situazione il comitato continuerà a vigilare sull’attività della centrale contando più sulla collaborazione di Provincia e Comune, che non su quella del signor Colombarini. I cittadini a questo punto esigono la tutela della propria salute e del proprio benessere da parte delle istituzioni – conclude il comitato -, anche tramite l’installazione di strumenti di controllo. Certamente Masi Torello confida sul fatto che la Provincia non conceda ulteriori modifiche all’autorizzazione originaria”.
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