Fiscaglia
16 Aprile 2013
Ok della giunta regionale al progetto di Migliaro, Migliarino e Massa Fiscaglia

Fusioni tra comuni, nasce paese da 12mila abitanti

di Redazione | 2 min

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Era finito alla sbarra con un'accusa pesante, quella di combustione illecita di rifiuti, un reato ambientale punito con pene da due fino a sette anni di carcere e introdotto per contrastare il fenomeno dello smaltimento illecito dei rifiuti e dei roghi tossici nella Terra dei Fuochi, tra le province di Napoli e Caserta

adminLa giunta regionale ha approvato il progetto di legge relativo alla fusione tra i Comuni di Migliaro, Migliarino e Massa Fiscaglia, che daranno vita a un Comune da quasi 12.000 abitanti. La richiesta di fusione è arrivata all’attenzione della Regione dopo un percorso di confronto sul territorio e il voto favorevole dei rispettivi consigli comunali. Per ogni territorio ora seguirà, nel prossimo autunno, prima il referendum consultivo poi il voto definitivo da parte dell’Assemblea legislativa regionale che potrà dare il via libera alla nascita dei nuovi Comuni più grandi.

Il nuovo comune non è il solo in Emilia-Romagna ad aver proceduto in questa direzione. La stessa scelta è stata fatta da Sissa e Trecasali (Provincia di Parma, 8.000 abitanti), Torriana e Poggio Berni (Provincia di Rimini, 4.800 abitanti) e Toano e Villaminozzo (Provincia di Reggio Emilia, 8.500 abitanti).

“L’Emilia-Romagna non è nuova a fusioni di Comuni”, sottolinea la vicepresidente della Regione Simonetta Saliera. “E’ una possibilità per i nostri Enti locali di continuare a garantire e, anzi, potenziare i servizi alla persona, il sostegno alle aziende e la cura del territorio. La Regione Emilia-Romagna ha chiaro che bisogna affiancare questo percorso virtuoso, semplificare e risparmiare, dove si può, sui costi di gestione per liberare nuove risorse per le nostre comunità attraversate da una crisi che sembra non avere fine. In questo quadro – conclude Saliera – la Regione accompagna quei Comuni, sindaci, consigli comunali e comunità che hanno il coraggio della sfida della fusione per nuovi e più forti Comuni con un lavoro che nasce dal territorio. Bisogna far crescere il consenso sociale e popolare attorno a queste importati proposte”.

Tutti i Comuni nati da fusione possono godere di finanziamenti straordinari statali e regionali per 15 anni (in base alla popolazione e all’estensione) e per due anni sono esentati dai vincoli del patto di stabilità.

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