Bosco Mesola. Confezionavano le dosi di hashish nella propria abitazione per poi destinarle allo spaccio. Una coppia di Bosco Mesola è stata arrestata dai carabinieri della locale stazione, coordinati dalla Compagnia di Comacchio. I due sono stati sorpresi in casa con un quantitativo complessivo di 235 grammi di stupefacente.
Si tratta di A.M., cittadino nord africano di 24 anni, e della convivente, una donna italiana originaria di Goro, la 28enne P.L., sulle cui tracce erano da un paio di giorni i militari di Mesola, in quanto da fonte confidenziale erano stati segnalati come spacciatori. Così giovedì pomeriggio i carabinieri hanno deciso, dopo un servizio di osservazione, di entrare nell’abitazione di Bosco Mesola e procedere a una perquisizione domiciliare per ottenere dei riscontri probatori alla notizia. Quanto sono entrati, oltre ai due sospettati, c’era una terza persona, una donna, che ha giustificato la sua presenza dichiarando di trovarsi lì in visita di cortesia.
I militari dell’Arma, quindi, hanno proceduto alla perquisizione rinvenendo all’interno dell’abitazione i 235 grammi di hashish suddiviso in 6 involucri di cellophane di cui tre del peso di un grammo l’uno circa e altri tre del peso di circa 10 grammi l’uno, nonchè 2 involucri in cellophane rispettivamente con 82 e 41 grammi. Sono stati trovati anche due coltelli a serramanico, un bilancino di precisione, una forbice, due trita tabacco e tre ritagli di cellophane, il tutto custodito in un mobile del soggiorno. I militari a quel punto hanno chiesto se vi fosse altra sostanza stupefacente nascosta nell’abitazione e la donna, spontaneamente, ha prelevato da dentro i pantaloni un altro involucro in cellophane con 75 grammi circa di hashish.
I due sono stati quindi dichiarati in arresto e il pm di turno ha disposto la custodia agli arresti domiciliari per la donna, mentre l’uomo è stato trattenuto presso le camere di sicurezza del Comando di Comacchio in attesa del rito direttissimo, davanti al tribunale di Ferrara, che si è celebrato ieri mattina. I due sono stati condannati in patteggiamento a un anno e 6 mesi di reclusione, 4mila euro di multa a persona e pena sospesa, pertanto rimessi in libertà.
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