Si erano attrezzati con tanto di fiamma ossidrica, scala e camioncino, per tagliare pezzo per pezzo le putrelle in ferro che reggevano il tetto di due capannoni in disuso. E lo stavano facendo alla luce del sole, tanto che il proprietario del fondo ha chiamato il 113 dopo essersi accorto di quanto stava accadendo.
Quando una Volante della polizia è giunta sul posto, ieri mattina attorno alle 11, i due individui segnalati erano ancora all’opera. Il 58enne P.M. e il 55enne M.M., entrambi ferraresi, si erano portati in un fondo agricolo nella zona sud-est di Ferrara (una traversa di via Ravenna) sul quale insistono alcuni capannoni utilizzati un tempo come stalle per bovini ed ora lasciati a se stessi. In uno dei capannoni avevano già terminato il “lavoro”, avevano cioé tagliato tutte le putrelle scoperchiando così la copertura del tetto (probabilmente in eternit o comunque in materiale leggero). Quando si sono presentati i poliziotti, i due stavano riservando lo stesso trattamento a un secondo capannone.
Un’opera di “demolizione” non richiesta per la quale ora dovranno rispondere di tentato furto (non avendo fatto in tempo a portare via il materiale ferroso asportato), danneggiamento aggravato e invasione di terreno.
Il fatto che i capannoni fossero in disuso è stato uno degli argomenti di ‘giustificazione’ dei due ferraresi, che hanno spiegato che il ferro così ricavato sarebbe stato da loro venduto ottenendo un certo guadagno. Peccato che il proprietario del fondo non fosse affatto d’accordo, così sui due è calata inesorabilmente la denuncia.