Attualità
30 Gennaio 2013

La Bianca Cavalla

di Redazione | 5 min

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GIORGIOBIANCANel variegato mondo del Palio di Ferrara, ci sono delle eccellenze che sono, a seconda dell’argomento ricordate. Chi è stato il miglior sbandieratore?, il miglior musico?  La Dama più bella? Il Miglior Cavallo vincente?….etc.etc.etc. Naturalmente il tema vale anche per i gruppi….tipo la miglior contrada, il miglior corteo, il più bel giuramento, la più bella danza.

Oggi vorrei parlarvi di un’eccellenza che per i più non viene ricordata.

Nella storia, che in questo blog vi sto narrando, non posso non raccontarvi dell’incontro che i contradaioli gialloverdi ebbero con Bianca….

Nei primi anni di vita del Rione Santo Spirito, dopo aver passato il periodo pioneristico, si iniziarono a mettere le basi per avere un proprio corteo. La commissione costumi, tutte donne ed eredi delle famose Patronesse Santospiritine degli anni 30 che …..

(Articolo del Corriere Padano  5 giugno 1933 avuto tramite il gentilissimo Giorgio Mantovani.  Gli stendardi accennati nell’articolo, si possono vedere esposti nella Chiesa di Santa Maria della Consolazione)

“…oh se aveste vedute le case e i salotti da lavoro delle santospiritine in questi ultimi giorni! Si tagliava, si cuciva, si stirava, si infioccava. Si era in gara, si voleva arrivare, si voleva mostrare ai Patroni che il sesso debole riusciva a supplire alle manchevolezze del sesso forte. Una vera rivoluzione in tutti i salotti da lavoro, in quelle stanzettine dove i cestini di vimini colorati capaci di pochi aghi, di qualche pezzo di tela, non più grandi  di un fazzoletto e di qualche matassina  di cotone e seta, dove in cassettine ermetiche di metallo bianco erano iniziati quei lavorini leggeri, quei ricamini sottili che servono a trascorrere un pomeriggio, senza aver l’aria di malignare di tutti, stando in ozio, in queste stanzette, diciamo vi era uno scompiglio da rigattieri; dappertutto giallo-arancioni, granate svampanti, verde (non metaforico), fili, ritagli, macchine che cucivano, forbici che tagliavano…..”

… iniziava a “sfornare” decine e decine di costumi……ma il corteo occorreva anche arricchirlo di ARMATI…in quanto il Rione Santo Spirito ha come simbolo la GRANATA SVAMPANTE, Impresa del Duca Alfonso I d’Este, il duca artigliere.  Quindi anche le officine del Rione iniziarono a ricostruire armi e armature. Le prime armi le fecero l’Officina Bottoni, sita nel Piazzale della Chiesa di Santo Spirito, mentre le Armature iniziarono a rinascere sotto le corpose battiture di Mastro Giampietro Bruni, con l’aiuto del fratello Giorgio Bruni…..nella carrozzeria…Bruni!

Iniziarono con la famosa “STUFA”, ma poi produssero altre 5 armature di cui una da Cavaliere!

Ma il cavallo?…….ecco e qui arriviamo a Bianca…

In quei tempi, inizio anni ’70, i cavalli a Ferrara erano rari….non era ancora l’epoca del boom dei maneggi……però,  Ferrara è sempre stata patria di Mercanti di Cavalli. Quindi iniziammo a chiedere in quel ambiente. Nella zona del seminario, in Via Giuseppe Fabbri, c’era una stalla, e dentro c’erano dei cavalli…….ma soprattutto c’era Bianca, un’anziana femmina…tutta Bianca!

I ragazzi che la videro se ne innamorarono…e iniziarono a fantasticare….ma bisognava fare la prova dell’armatura! Chi conosce bene i cavalli sa che i nostri grandi amici a 4 zampe sono di natura sospettosi e soprattutto attenti ai rumori……e un’armatura di ferro di rumore ne fa!. Il predestinato a provare era Giorgio Bruni, anche perché l’armatura da cavaliere era di sua proprietà…..piano piano salì in groppa a Bianca…..e suo fratello piano piano lo vestì………e Bianca?…non fece una piega!

Assunta! Il giorno della sfilata del corteo, che all’epoca si effettuava alla domenica mattina, l’andarono a prendere alla stalla (dopo averla pulita e lavata…per almeno 10gg di seguito…..) e passeggiando la portarono fino ai Bagni Ducali. Mi ricordo ancora lo stupore di tutti i contrada ioli di tutte le contrade…..

Bianca si comportò benissimo, sembrava che avesse sempre passeggiato in Corso Giovecca, e che fosse già stata davanti al Duomo.

Nota importante…..Giorgio Bruni non era mai stato a cavallo indossando un’armatura di 30kg……..e Andrea Pellizzola, lo staffiere nella foto…….praticamente non aveva mai visto un cavallo da vicino!…ma aveva un sacchettino…abbondante di zollette di zucchero…

Come vi dicevo, tutto andò per il meglio e nel pomeriggio Bianca rientrò nella stalla. La si rivide poi in Piazza Ariostea, e poi fu messa a riposo. I contrada ioli l’andarono a trovare più volte e quando arrivò il tempo del Palio successivo, andarono per prepararla…….ma Bianca non la trovarono…….era stata rubata insieme agli altri cavalli della stalla. Non la rivedemmo più e l’unica testimonianza  della sua presenza al palio è la foto pubblicata, che conserviamo gelosamente nell’archivio del Rione.

Erano altri tempi, c’erano altre norme, ma soprattutto c’era un approccio agli animali molto diverso da oggi. Noi del Rione nei successivi 30 anni abbiamo fatto sfilare oltre 200 cavalli e molte contrade ci hanno seguito. I cortei si arricchirono di cavalieri e bellissime dame a cavallo ( vedi https://picasaweb.google.com/100870755571066489623/CavalliNelCorteoGialloverde )

E per 30 anni non successe nessun incidente. Un anno il Rione fece sfilare 16 cavalli contemporaneamente di cui alcuni inanelavano dei carroselli durante la sfilata mattutina. Io personalmente sono stato responsabile per tutti i 30 anni della sfilata dei cavalli nel corteo del Rione, e posso testimoniare che mai c’è stato un accenno ad un qualsiasi pericolo. Ci siamo adeguati alle varie norme che si sono susseguite. L’unica a cui abbiamo dovuto “forzatamente” adeguarci è stata quella che ha definitivamente  VIETATO L’UTILIZZO DI ANIMALI A SCOPO DI SPETTACOLO”

Lungi da me polemizzare, anche se ne avrei tanta voglia, ma possibile che non si debba trovare una soluzione?. Io sono sempre disponibile a sedermi al tavolo!

Continua….con la storia di Lucrezia Borgia……quella proveniente da Faenza…ed esattamente dalla fattoria di Rusciòn!

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