“Allo stato non ci sono altri indagati, ma potrebbero esserci degli sviluppi. Sin dall’inizio c’era da dubitare che potesse aver fatto tutto da sola”. Dalla questura di Ferrara arriva la conferma che gli investigatori stanno cercando chi potrebbe aver aiutato Donatella Zucchi nel cercare di disfarsi del cadavere del marito, Vincenzo Brunaldi, ucciso nelle prime ore della mattina di mercoledì con un colpo alla nuca mentre stava dormendo. I sospetti sono suffragati dai rilievi effettuati dalla scientifica e dal sopralluogo di ieri mattina in via Favero 44.
Dopo la segnalazione fatta alla Polizia di Stato da parte di un amico dell’indagata, al quale la stessa si era rivolta confidando quanto era successo, la squadra monile si è recata sul posto. Al citofono la donna ha detto che il marito era via da alcuni giorni ma, dietro l’insistenza degli agenti, ha aperto la porta. E subito la polizia ha trovato il corpo senza vita del marito, avvolto nel cellophane e infilato fino alla cintola in un cassonetto verde. Nell’auto ancora in garage i sedili posteriori erano abbassati e ricoperti di una cerata verde. Nel bagagliaio poi c’erano due taniche piene di benzina (in tutto 40 litri). Tutto materiale che la donna, o chi per lei, aveva acquistato il giorno prima del macabro ritrovamento da parte delle forze dell’ordine.
Del materasso singolo dove dormiva Vincenzo Brunaldi si era già sbarazzata. Lo troverà la scientifica nel cassonetto in fondo alla via.
Mentre si è in attesa dell’autopsia, che dovrebbe essere stata disposta nel pomeriggio di oggi, gli inquirenti stanno vagliando anche “la possibilità di una premeditazione”. Tutto ovviamente è ancora nel campo delle ipotesi. Intanto di certo c’è il fermo di indiziato di delitto per omicidio volontario aggravato emesso dal pm della Procura della Repubblica di Ferrara Mariaemanuela Guerra.
Il magistrato ha sentito la donna per tutta la giornata di ieri, fino alle 22. Per domani mattina è attesa la convalida del fermo davanti al gip. Al momento Donatella Zucchi è reclusa nel carcere della Dozza di Bologna.
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