Goro
3 Dicembre 2012
Rino Conventi: “Un'emergenza che riguarda ormai oltre 350 addetti”

Vongole, si allarga la crisi nella Sacca di Goro

di Redazione | 2 min

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Goro. Sconforto e frustrazione tra gli operatori della pesca, senza che appaiano soluzioni per quella che è ormai una crisi che si allarga sempre più, nel settore dell’allevamento delle vongole nella Sacca di Goro. “Un’emergenza che riguarda ormai oltre 350 addetti– afferma Rino Conventi, responsabile Unci Pesca Emilia-Romagna – mentre soluzioni a breve termine quali l’avvio immediato di lavori ai canali sub-lagunari collegati alla bocca secondaria o la delocalizzazione di tutte le cooperative in difficoltà, appaiono ancora obbiettivi non condivisi”.

Recentemente, in un incontro pubblico, sono stati proprio i diversi rappresentanti delle cooperative a sottolineare ai funzionari della Regione come la Campagna alla “Spiaggina” “parta con alcuni mesi di ritardo – continua Conventi – tant’è che delle stimate 3.000 ceste di seme da reimmettere negli impianti di produzione, ne sono rintracciabili ben poche, grazie alla pesca abusiva cui è fatta teatro quella zona”. Proprio in questo senso, unanime è stata la doglianza rispetto ai costi per la vigilanza relativa alle cosiddette zone nursery, il cui ampliamento ne rende difficoltoso il controllo.

Anche rispetto all’apertura della campagna della zona “Volano-Bocaura” numerosi fra i presenti al recente incontro promosso dal servizio regionale preposto, hanno osservato come essa giungerà in ritardo: “in sostanza, ambedue gli strumenti proposti dalla Regione non sembrano apportare alcun concreto beneficio allo stato di estrema difficoltà in cui versa da oltre 2 anni parte della marineria; proprio in questo senso – continua Conventi – è consapevolezza di tutti che la situazione sia in costante peggioramento”.

Non è mancato chi abbia rammentato quale unica soluzione possibile, l’ottenimento a titolo di concessione demaniale marittima con carattere sperimentale e temporaneo di alcune zone nursery (oggettivamente sottoutilizzate), nella speranza che, nel frattempo, i lavori di asportazione della punta dello Scannone migliorino l’accesso di acqua del mare riportino condizioni compatibili con l’allevamento delle vongole la zona della Sacca di Goro in grave sofferenza.

“Personalmente – conclude Conventi – ho sottolineato come, nel pur responsabile sforzo di assicurare un futuro a lungo termine all’acquacoltura nella Sacca di Goro, la mancanza di interventi sostanziali nel breve termine per le cooperative in conclamata emergenza, porterà alla chiusura forzata delle stesse ed al venir meno di diverse centinaia di posti di lavoro, con la creazione di un problema sociale di portata drammatica”.

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