Cronaca
24 Settembre 2012
I geologi nel 2003: "Pericolosità per il settore sud-est della città"

Geotermia a Pontegradella, è la zona a rischio sismico maggiore

di Redazione | 2 min

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Dopo aver fatto presente alla cittadinanza ferrarese l’esempio svizzero, relativo al terremoto causato nell’agosto 2006 dalla centrale geotermica di Basilea (vai all’articolo), Stefano Bulzoni solleva ulteriori perplessità relativamente al progetto Hera di realizzare a Pontegradella un nuovo impianto di teleriscaldamento. Spulciando tra i vari documenti dell’amministrazione comunale di Ferrara, Bulzoni – dell’associazione Amici della terra – ha infatti scoperto come già nel 2003 si chiedevano tecniche costruttive adeguate al rischio sismico.

Nella relazione geologica stesa per il Piano strutturale del comune – datato appunto all’ottobre di nove anni fa – il geologo Marco Bondesan scriveva nelle proprie conclusioni: “in base ai dati esaminati si può concludere che il territorio comunale di Ferrara, e in particolare il settore più vicino alla città e a sud-est della stessa, è soggetto ad una certa sismicità, ben maggiore della sismicità evidenziabile per territori vicini quali quelli di Rovigo, Mantova e Ravenna”. Bondesan chiudeva perentoriamente: “a questo tipo di pericolosità è necessario adeguare anche le tecniche costruttive”.

L’appunto di Bulzoni segue e si aggiunge alle numerose richieste già presentate da numerose realtà politiche e associative, fortemente scettiche quando non esplicitamente contrarie alla costruzione di due nuovi pozzi nell’area del quadrante est. Luigi Gasparini, referente dell’associazione Medici per l’ambiente, auspicava l’applicazione del principio di cautela sancito dall’Unione Europea (vai all’articolo). Alba – l’Alleanza per il lavoro, i beni comuni e l’ambiente – deprecava lo scarso coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale relativo al progetto. Ecologisti e reti civiche intimavano di fermare immediatamente lo screening in corso (vai all’articolo) e i residenti – riuniti per l’occasione in comitato – raccoglievano le firme per bloccare le trivellazioni. Le loro preoccupazioni riguardavano l’inquinamento che sarebbe derivato dall’impianto, il rumore, il deprezzamento delle case e non ultimo il rischio sismico. Anche il sindaco Tiziano Tagliani, l’assessore Rossella Zadro e il dirigente del servizio ambiente Ivan Grandi intervenivano per chiedere in Regione un’istruttoria pubblica che fornisse maggiori informazioni relativamente alle operazioni in calendario (vai all’articolo).

A un mese circa di distanza – le prime proteste infatti incominciarono a fine agosto – l’intera città di Ferrara aspetta di conoscere quali nuovi scenari si apriranno, come le istituzioni decideranno di procedere.

Martedì si parlerà della questione della geotermia in due diversi appuntamenti. Il primo, istituzionale, nel pomeriggio, nel corso di una commissione consiliare in municipio. Il secondo vedrà alle 21 un incontro pubblico al centro Il Melo, organizzato dall’Associazione No centrali in città.

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