Dopo le polemiche sollevate dai cittadini sul progetto per realizzare l’impianto di geotermia a Pontegradella, interviene il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani.
Il primo cittadino ha inviato oggi, agli uffici bolognesi della Regione Emilia Romangna, la richiesta di sospendere le operazioni in corso: ovvero gli esami preliminare alla realizzazione della nuova centrale. Egli sottolinea infatti come la procedura dovrebbe essere subordinata allo svolgimento di un’istruttoria pubblica, punto sul quale già si erano spesi il 13 agosto – sempre inviando nota in Regione – anche l’assessore comunale Rossella Zadro e il dirigente del servizio ambiente Ivan Graldi. Nella loro comunicazione si leggeva come l’istruttoria pubblica – per legge non obbligatoria – diventerebbe indispensabile per “fornire una completa e corretta informazione sul progetto sottoposto a screening”, punto sul quale insiste anche Tagliani, che motiva la richista “al fine di acquisire tutti i possibili elementi di valutazione – ambientali, sociali, economici – necessari alla completa e articolata conoscenza delle tematiche sottese al progetto”. Il Comune si associa dunque alle richieste di trasparenza ribadite dei cittadini, che soprattutto negli ultimi giorni hanno trovato larga diffusione nei social network.
La preoccupazione dei residenti è che nella zona individuata da Hera per lavorare – si tratta di circa 14 chilometri quadrati, distanti un centinaio di metri dalle case – le perforazioni siano dannose alla geologia del terreno. Lo spazio compreso tra via Pomposa e via Crispa, secondo le analisi svolte ancora diversi decenni fa da Agip, custodirebbe un grande potenziale: un bacino di acqua calda che potrebbe servire a raddoppiare il teleriscaldamento cittadino. La previsione di Hera era quella di installarvi tre pozzi, se ulteriori controlli avessero confermato i dati già in possesso: due di estrazione e uno di reiniezione. La trivellazione in superficie sarebbe comunque dovuta restare unica, i pozzi sarebbero stati deviati in profondità.
Un progetto ambizioso che cozza contro i desideri degli abitanti della frazione – tranquilla zona residenziale, popolata di villette –, che non vorrebbero rinunciare alla quiete cui sono abituati: temono il deprezzamento delle case, l’inquinamento, il rumore la notte e una maggiore circolazione di veicoli. Per fermare la costruzione del nuovo impianto è stata avviata una petizione popolare.
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