C’è un aspirante giovane imprenditore dell’alto ferrarese che ha chiesto un contributo di 3mila euro. Un’altro ne vorrebbe 20mila per l’avvio di un centro estetico. All’interno di questa forbice, ci sono altri 38 progetti pervenuti negli uffici della Camera di commercio per ottenere il bonus – di 8mila euro – per l’avvio di nuove attività d’impresa.
Il bando, promosso dall’ente di Largo Castello in collaborazione con le associazioni di categoria, finanziava in particolare le spese sostenute per parcelle notarili, formazione e comunicazione. Le nuove imprese assegnatarie dei contributi, che per volontà della Camera di commercio dovranno mantenere in provincia di Ferrara l’unità produttiva per almeno 5 anni, saranno pronte a partire entro il 31 dicembre di quest’anno.
Secondo Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di commercio, si tratta di un “dato sorprendente, che va al di là delle nostre aspettative. Non ci attendevamo di trovare un numero così alto di giovani pronti a mettersi in gioco e a scommettere su sé stessi, per realizzare quel benessere che è stato così duramente minacciato dalla crisi. Come insegnano tante storie di successo, il momento migliore per mettere in piedi un’azienda è muoversi mentre tutti gli altri sono fermi, frenati dai timori sull’andamento dell’economia e da riserve di ogni tipo. Un obiettivo che si persegue sempre più contando sulle proprie competenze e le proprie abilità. Guardando al mercato e prendendo su di sé, consapevolmente, il rischio di fare impresa”.
Tra i settori più gettonati, la gestione di room & breakfast, consulenze alle imprese, centri estetici, idraulici, riparazione elettrodomestici, commercio prodotti per bambini, vendita veicoli fuoristrada, packaging per aziende, recupero materiale organico, realizzazione componenti elettronici.
Una recente indagine della Camera di commercio evidenzia che ogni nuova impresa crea in media 1,37 posti di lavoro al primo anno di vita, con un’ulteriore crescita del 12% entro il secondo anno. E sempre la Camera di commercio fa sapere che il giovane imprenditore ha mediamente 35 anni – il 38,6% ha da 25 a 35 anni ed il 29,6% da 35 a 49, il 18,1% fino a 25 anni e il 13,7% oltre 50 – ed è prevalentemente di sesso maschile – oltre il 75% del totale -. Quanto alle donne, le esperienze imprenditoriali femminili si concentrano maggiormente – oltre che nei servizi alle persone – nelle attività legate al turismo (32,9%) e alla sanità (41,9%). I neo imprenditori prediligono fondare una propria attività ex novo piuttosto che acquisire una impresa esistente.
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