Mentre il Governo approvava a Roma il Decreto ricostruzione accogliendo alcune importanti modifiche proposte dalle associazioni agricole, i rappresentanti della Cia di Ferrara – il presidente Lorenzo Boldrini, il direttore Cristiano Bulgarelli e i tecnici della Confederazione – hanno incontrato gli agricoltori associati nelle loro aziende, là dove il sisma di maggio ha colpito più duramente.
Giorni intensi e produttivi per osservare e controllare da vicino quali sono i danni e cosa si sta facendo per continuare l’attività in attesa che arrivino i fondi statali, somme che dovrebbero coprire l’80% della ricostruzione di case, fabbricati rurali e aziende. Perché non tutti gli agricoltori sono stati colpiti allo stesso modo: c’è chi ha visto andare in fumo in pochi secondi due fabbricati e l’investimento a pannelli fotovoltaici per il quale continua a pagare il mutuo e chi non sa ancora dove mettere i suoi animali che, prima del sisma, erano ricoverati in due grandi magazzini, ora inagibili.
Poi c’è, sempre in quelle zone così colpite – soprattutto con il terremoto del 20 maggio – chi non ha più la casa e nemmeno i fabbricati dove teneva gli attrezzi e i prodotti indispensabili per la sua attività. Una situazione difficile, simile a quella di altri imprenditori agricoli dell’alto ferrarese che, dopo più di un mese dal disastro, sono ancora pieni di incertezze su ciò che faranno delle loro aziende. L’obiettivo è ritornare alla normalità, ma come? Abbattere i fabbricati molto danneggiati e costruirne di nuovi? Spostare i pannelli fotovoltaici recuperati con fatica su un altro edificio costruito ad hoc? E come sostenere queste spese? La risposta è, al momento, tutta in quel decreto governativo che dirà quanto e quando arriveranno i soldi per ricostruire che dovrebbero entrare nelle casse dello stato grazie all’aumento delle accise dei carburanti, dal Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea e dai fondi risparmiati dai contributi pubblici ai partiti.
Nel frattempo la Confederazione Italiana Agricoltori ha offerto a tutti gli agricoltori che hanno subito danni, una consulenza tecnica e finanziaria per accompagnarli verso la ricostruzione ed il ripristino di fabbricati necessari alla produzione agricola.
“Il contributo dell’80% a risarcimento delle spese sostenute per la ricostruzione o la ristrutturazione degli immobili destinati ad uso produttivo previsti dal Decreto ricostruzione – dice Cristiano Bulgarelli – è un buon inizio e speriamo che sia equamente diviso tra gli imprenditori colpiti. La nostra associazione rimane a disposizione degli associati per dare un concreto servizio di consulenza e sciogliere i dubbi che ovviamente sono all’ordine del giorno in situazioni delicate come questa. Gli imprenditori possono valutare con i nostri tecnici economici, fiscali e agricoli tutte le opportunità disponibili, valutare preventivi e scegliere l’investimento giusto per sfruttare al massimo le risorse che verranno concesse. E’ passata l’emergenza iniziale – conclude Bulgarelli – ma il terremoto non è finito e non bisogna distogliere l’attenzione nemmeno un minuto su quello che c’è da fare per ritornare alla normale attività produttiva”.
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