Cento
30 Giugno 2012
Le richieste delle associazioni di categoria al sindaco Lodi

L’appello: “Dati chiari sul ripristino del centro”

di Redazione | 2 min

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Cento. Uniti per la ripresa: Ascom Confcommercio e e Confesercenti di Cento uniscono le loro forze e scrivono all’unisono al primo cittadino Piero Lodi.

“Un appello forte ed accorato – scrivono le due associazioni di categoria – affinché si riattivi quanto prima possibile il centro storico, quel centro commerciale naturale che tutta la provincia, e non solo, ci invidiava per mix unico di convenienza, qualità, assortimento. Far ripartire il centro storico è una priorità assoluta per ridare vita economia, sociale e culturale ad una città che aveva nella piazza e nel suo reticolo di vie storiche il cuore pulsante e la sua identità. Non avere chiarezza sui tempi equivale a decretare il declino del centro storico. Ogni giorno di ritardo può essere decisivo in un processo di desertificazione che come Confcommercio e Confesercenti vogliamo evitare a tutti i costi”.

Al sindaco le associazioni di categoria propongono una scaletta di pochi e chiari obiettivi: “innanzitutto operare con determinazione sugli enti che hanno il potere sul nostro patrimonio storico, affinché vengano potenziati in maniera forte e adeguata le squadre di tecnici che devono eseguire sul campo i controlli e i report sui singoli edifici monumentali. Sul fronte dei privati l’amministrazione deve mettere in campo una serie di incentivi per quei proprietari che in tempi rapidi si apprestino a mettere in sicurezza e recuperare i propri immobili, permettendo così una facile accessibilità ed esercitare un’azione per calmierare gli affitti ed evitare eventi speculativi. I commercianti in questi anni hanno investito sulle loro attività contribuendo alla vivacità di Cento e pagando anche affitti importanti”.

L’ attenzione poi si rivolge al mondo bancario: “così come prevede l’ apposito decreto ministeriale la sospensione dei mutui deve avvenire senza alcun costo aggiuntivo o nascosto ma assolutamente gratis. É corretto inoltre ipotizzare – aggiungono Ascom Confcommercio e Confesercenti – che il Comune possa mappare e coordinare per quanto possibile i cantieri in partenza, dandone un’opportuna visibilità. Le imprese commerciali non possono essere accese o spente con un bottone. Serve una programmazione chiara e condivisa nei tempi e nei modi. Ci sono aree critiche che rischiano davvero di strozzare il tessuto cittadino. In questo momento si gioca una partita decisiva su decine di attività commerciali, sulle famiglie di proprietari e dipendenti che con entusiasmo vogliono ripartire e che chiedono di sapere il come ed il quando”.

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